“Non può fare il fattorino perchè ha una laurea”

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Ha lavorato per dieci anni e ha guidato ogni tipo di mezzo, da quelli leggeri a quelli pesanti.  Era riuscito ad ottenere ogni tipo di patente esistente ma non era riuscito a trovare un posto fisso. Poi, a 28 anni, Adamo da Bergamo ha deciso di laurearsi.
“Lo scopo? Ma ovviamente quello di migliorare la mia posizione sociale. In tre anni e lavorando part-time, ho ottenuto una laurea triennale umanistica. Sottolineo di non aver mai smesso di lavorare, perché sapevo che sarebbe stato controproducente”, ha scritto alla redazione di Biancolavoro.it.

Nonostante la laurea, non era riuscito a trovare lavoro. “Fa nulla, mi dico, è un periodo così, ma prima o poi mi servirà. Nel frattempo, ho dieci anni di esperienza e la sfrutto. E poi, ho anche una laurea. Se non mi prendono come impiegato, mi prenderanno come autista, da qualche parte”, racconta.
Ma le cose si sono rivelate essere ben diverse da come se l’aspettava.

Ad un colloquio per un posto da fattorino in una azienda del Nord-Italia, infatti, la prima vera delusione.

“Gli spiegai tutto quanto fatto: le esperienze che avevo, quali veicoli avevo guidato, che tipo di patenti avevo, che conoscenza avessi del territorio e via dicendo. Andava tutto bene, avevo fin troppe competenze in quel senso”, ha raccontato.

Poi, però, il titolare dell’azienda si era accorto della laurea. “Ma lei ha una laurea: perché vuole fare il fattorino?”, gli era stato chiesto con meraviglia.

Lui aveva risposto: “Non mi interessa di avere per forza un lavoro da laureato. Mi interessa più che altro mantenermi. In passato ho fatto il padroncino anche per 15 ore di fila  e non avrei problemi a rifarlo”.
La giustificazione, però, non aveva convinto il datore di lavoro. Perché?
La risposta era stata chiara: “Lo stipendio è basso, 1100 euro, più o meno. E poi, i sindacati? Cosa direbbero? Un fattorino con la laurea!”.
“I sindacati?”, si era chiesto Adamo, “che significa?Io voglio lavorare e basta. Cosa c’entrano i sindacati?Non capii mai il vero perché. Da quel momento, però, non inserii mai più la laurea in un cv per posti di lavoro, per così dire, non adatti al titolo di studio che avevo”. Un escamotage usato da moltissimi giovani che chiedono un lavoro onesto, finalizzato solo ad un dignitoso guadagno.

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