Neet, chi lavora, chi lo cerca e chi no

Si collocano a metà tra gli occupati e i disoccupati. Non hanno un lavoro fisso, ma forse non lo stanno nemmeno cercando. Professano di voler trovare una occupazione, ma hanno smesso di crederci.

Il numero uno di via Nazionale, Mauro Draghi, li chiama scoraggiati, l’Istat inattivi e lo Svimez, associazione per lo sviluppo nel Mezzogiorno, prende in prestito una parola dall’estero: Neet, not in education, employment or training. Ovvero i giovani che non studiano, non lavorano, né lo cercano.
Il termine, usato inizialmente nel Regno Unito, si sta diffondendo rapidamente in altri paesi del mondo specialmente per l’attualità che l’espressione racchiude. Ma anche qui le accezioni derivate da questa parola si affollano una sopra l’altro generando spesso e volentieri significati contrapposti, che stridono l’uno con l’altro. Se per alcuni i Neet sono comunque ragazzi preparati e volenterosi a cui la crisi del mercato ha tolto, diciamo così, la fantasia di cercare un lavoro, per altri sono veri e propri nullafacenti che decidono di sostare sul divano di casa in attesa di tempi migliori.
A lanciare l’allarme ed a far intravedere invece un panorama un po’ più complesso è stata la Confederazione europea delle associazioni giovanili che ha sottolineato come “i giovani italiani restano a lungo intrappolati nel limbo dell’insicurezza, con intervalli senza lavoro e senza reddito che ora tendono a diventare più lunghi e frequenti. Quando il contratto di lavoro non viene rinnovato, l’unico ammortizzatore affidabile resta la famiglia”. Chi entra nella condizione di Neet, insomma, ci resta a lungo oltre che per inerzia anche per scoraggiamento e  assenza di alternative.
Per leggere l’articolo completo clicca qui
Anna Di Russo

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Due borse di studio per volare all'estero

Next Article

La Questione Giovanile

Related Posts
Leggi di più

Giovani italiani divisi tra Neet e piccoli imprenditori: in entrambi i campi abbiamo il record europeo

Rilevazione di Confartigianato sulla situazione lavorativa dei giovani nel nostro Paese. Ci sono 123.321 imprese artigiane con a capo un under 35 ma il rovescio della medaglia è rappresentato dal 23% dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studia e non lavora. In Campania e in Calabria sono 1 su 3. "Le aziende fanno fatica a trovare lavoratori con competenze digitali e green".
Leggi di più

Erasmus+, un partecipante su tre trova lavoro all’estero dopo il tirocinio

I dati di un'indagine svolta dall’Agenzia nazionale Erasmus+ evidenziano come oltre il 30% dei partecipanti ai programmi di formazione fuori dai confini italiani alla fine del percorso siano riusciti ad inserirsi nel mondo del lavoro dei paesi ospitanti. Quest'anno sono già 457 i progetti di mobilità individuale ricevuti.
Leggi di più

Alternanza scuola-lavoro, in Puglia boom di infortuni per gli studenti: 4500 in un anno

Fanno ancora discutere i numeri dei progetti PTCO che dovrebbero garantire percorsi di formazione all'interno delle aziende per i ragazzi che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori. In Puglia le denunce di infortuni che hanno riguardato studenti nel 2019 sono state 4500, il 4,5% del totale nazionale. Intanto domani il presidente Mattarella incontrerà i genitori di Lorenzo Parelli, lo studente morto durante il suo ultimo giorno di stage.