E il ministro annuncia: “Maturità, si cambia. Basta commissari esterni. Ridiscuteremo tutto”

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Nel primo giorno di scuola per gli studenti di 14 Regioni italiane il ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini annuncia novità: “Maturità? Si cambia, non deve più essere pensato come un giudizio divino. Basta commissari esterni”. Nell’intervista a Corrado Zunino di Repubblica il titolare di viale Trastevere parla anche della Buona Scuola, il piano di riforma annunciato insieme al premier Matteo Renzi: “Oggi parte la consultazione on line, siamo i primi in Europa a provarci”

 

Quali novità prevede per l’esame di Stato?
“Ho una proposta, la metterò a disposizione di sottosegretari e collaboratori. L’esame di maturità deve perdere quell’aspetto da giudizio divino, che tra l’altro lo ha fatto diventare costoso. Deve riprendere un ruolo di appuntamento di sintesi di un anno scolastico, addirittura di un ciclo”.

Quindi?
“Nella stagione 2015-2016 dovremo tornare ai commissari interni, niente più convocazioni da lontano. E un presidente di garanzia, che non deve arrivare per forza da fuori provincia. Chiuderei l’esperienza della tesina di fine anno, un atto compilativo che è diventato solo un fiore al bavero, una collanina graziosa. Gli studenti dovranno presentare un progetto che riguardi tutto l’anno trascorso: un lavoro più teorico per i licei e un prodotto finito per i tecnici. Ascolteremo i pareri, in questi due mesi, anche su questo argomento”. 

La consultazione online (e pure offline). Ce la spiega?
“In Europa non l’ha fatto nessuno: offriremo un sito a chiunque voglia esprimersi sulla nostra riforma “La Buona scuola”. Tre grandi stanze dove poter entrare: “Compila il questionario”, “Un grande dibattito diffuso”, “Costruiamo insieme la buona scuola”. Poi ci sono sei scatole sui temi più importanti: le assunzioni, la formazione, l’autonomia, le materie, il lavoro, le risorse. Parte anche un ciclo di incontri con le scuole, i presidi, i provveditori. Il 15 novembre faremo la nostra sintesi e decideremo se e come ritoccare la riforma”.

Sentirete anche i sindacati?
“Certo, non escludiamo i sindacati, solo non li riteniamo più interlocutori privilegiati. Con l’autunno le trattative partono”. 

Si aspetta davvero che ci sia un insegnante uno che digiti “sono d’accordo con la soppressione degli scatti d’anzianità”? L’anzianità è retribuita in tutto il mondo e in quasi tutti i mestieri: non avete esagerato?
“La nostra riforma è autenticamente meritocratica e se siamo gli unici a togliere gli scatti nel mondo vuol dire che siamo degli innovatori coraggiosi”.

Niente revisione dei cicli, nella riforma?
“L’argomento c’è, ma non mi convince il taglio dell’ultimo anno delle superiori, anche se le sperimentazioni vanno avanti. Servirebbe una revisione organica che tiene conto dell’anello debole della scuola italiana: la scuola media”. 

Ministro, l’anno scolastico inizia e mancano gli insegnanti, i supplenti. Avete messo nero su bianco 150 mila precari assunti il primo settembre 2015, ma questa stagione parte molto male.
“Non ci risultano criticità più drammatiche degli altri anni, ma la mancanza di certezza dei docenti è il male dei mali. Fino a quando non ci sarà certezza di uomini e competenze, qualsiasi piano sarà vanificato”.

L’autonomia scolastica che progettate ci regalerà, tra cinque anni, scuole diverse una dall’altra.
“Scuole con lo stesso orario e le stesse materie, a parità di branca, ma ognuna con la sua specializzazione: inglese, informatica, arte, musica. Senza competitività tra loro”.

Non potevate spingervi oltre e consentire ai presidi di chiamare gli insegnanti che ritengono utili?
“All’interno della rete di scuole questo sarà possibile: un dirigente scolastico potrà inviare un docente d’arte che ha vinto il concorso in un istituto e uno di geografia in un altro”. 

Le scuole paritarie boccheggiano, perdono iscritti. Lei a Rimini annunciò finanziamenti agli istituti privati che poi non si sono letti sulla riforma
.
“Nel testo c’è qualcosa di più: per la prima volta lo Stato italiano chiede alle scuole non statali gli stessi doveri e la stessa qualità di quelle statali. Potremo mandare ispettori ministeriali anche lì: non vogliamo più diplomifici di basso livello, come oggi alcune realtà sono”. 

Però al Meeting di Comunione e Liberazione lei ha parlato di finanziamenti di Stato.
“Ci saranno, ma in questo quadro di doveri. In Veneto il 64 per cento delle scuole dell’infanzia è privato, in Lombardia il crollo degli iscritti alle scuole non statali è pesante. La fuga di un milione di studenti verso le statali ci farebbe chiudere la scuola italiana”. 

Le mancherà il sottosegretario Reggi, richiamato al Demanio?
“Mi mancherà. Aveva molte deleghe e ha lavorato bene, soprattutto nell’edilizia scolastica. Non voleva andare via”.

Perché, allora, lascia la scuola: contrasti con lei?
“No, ragion di Stato. Credo che il governo voglia un uomo forte al patrimonio per le dismissioni. Ad oggi, lì, non si è mosso nulla”. 

Il prossimo sottosegretario sarà Francesca Puglisi, Pd?
“Con Francesca ho lavorato molto bene in passato”. 

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