Milano, l'affondo del rettore della Statale: "Il Governo cancella l’università"

Duro attacco di Elio Franzini all’inaugurazione dell’anno accademico: “Sconfortante che nella Manovra non se ne parli”
“Senza una strategia per la ricerca, senza fondi per la ricerca, la didattica, il diritto allo studio, l’internazionalizzazione, il progresso e l’innovazione, non è la singola università che muore, ma un Paese, che diventa asfittico, chiuso in dispute talmente ridicole da non meritare neppure la definizione di ideologie”. È uno dei passaggi più polemici contenuti nel discorso introduttivo pronunciato dal rettore dell’Università degli Studi di Milano, Elio Franzini, durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2019/2020.
Parole nette quelle risuonate nell’Aula Magna dell’ateneo milanese ma non è l’unico spunto “arroventato”. Il magnifico rettore infatti ha definito senza troppi giri di parole “sconfortante” l’ultima manovra. “Nella sconfortante ultima legge di bilancio, dove la parola università è pressoché assente, dove non è dedicata a essa un solo pensiero e una sola strategia, è stata minata con il silenzio la nostra libertà” ha attaccato il numero della Statale. “Come hanno ben scritto Cun e Crui – ha proseguito Franzini – è in atto una ulteriore erosione della quota di risorse a scapito di altre spese indifferibili, come la manutenzione, la sicurezza, la crescita del turn over”. Per il rettore “non bastano contingenti e posteriori foglie di fico o pur ottimi e necessari spacchettamenti ministeriali, che peraltro hanno affidato l’università alla persona giusta, a cambiare la situazione: l’università non vive di annuali piani straordinari – ha chiosato – bensì di progetto, di disegno, di investimento per il futuro. Ignorarlo, e quest’anno come non mai, significa ignorare la progettualità del Paese, il suo futuro, il suo destino”.
ilgiorno

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