Mauro Ferrari, lo scienziato italiano con il compito di sconfiggere il cancro che tutto il mondo ci invidia

Mauro Ferrari

Autore di 230 pubblicazioni su rivista, 7 libri, e 40 brevetti. Tutto il mondo ci invidia Mauro Ferrari, lo scienziato italiano che con un budget di oltre un miliardo di dollari, ha per obiettivo la sconfitta definitiva del cancro entro l’anno 2015. A Ferrari andrà il compito di portare tutta la propria esperienza nelle nanotecnologie, per trasformare i risultati della ricerca in un beneficio di una vasta fetta della comunità.

Lo scienziato  ha messo a punto una biocapsula, BIOMEMS, per trapianti cellulari che impedisce il rigetto del sistema immunitario: “veicoli” antitumore di dimensioni infinitesimali costruiti in silicio e capaci di individuare il tumore, trasportando nel corpo umano le sostanze in grado di aggredirlo e distruggerlo, senza danneggiare gli organi sani.

L’intera produzione scientifica del suo laboratorio in nanomedicina utilizza nanotecniche di fabbricazione del silicio, sulle quali ha ottenuto decine di brevetti – scrive il sito dell’Università di Palermo. I BIOMEMS stessi sono nati dall’incontro tra ingegneria elettronica e meccanica, e non è quindi sorprendente che la facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo gli abbia conferito, su proposta della prof. Patrizia Livreri, lo scorso 13 dicembre, la Laurea Honoris Causa in Ingegneria Elettronica a Mauro Ferrari.

Presidente e Amministratore delegato del Methodist Hospital Research Institute a Houston, Texas, uno dei principali centri di ricerca medica degli Stati Uniti, Ferrrari è considerato tra i massimi esperti mondiali di nanotecnologie in campo oncologico e diabetologico.

Il ricercatore è l’unico italiano del team di scienziati convocato dal Governo statunitense, con l’invito a dirigere il nuovissimo programma di Nanotecnologia Oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Bethesda a Washington.

In Mauro Ferrari c’è tutta la riconoscenza nei confronti di un paese che lo ha accolto come “cervello italiano in fuga” e che lo vede oggi protagonista della ricerca scientifica. Tuttavia Ferrari considera un privilegio essere nato in Italia e aver studiato qui. Eppure, la sua preparazione e le sue competenze ci mancano…

 

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