Lo stress prima della gravidanza pregiudica la salute del bebè

donne stressate e gravidanza

Donne stressate e gravidanza Gli effetti dello stress materno sulla buona riuscita di una gravidanza e sulla salute del neonato sono molto piu’ imprevedibili e sofisticati di quanto pensiamo. Un nuovo studio condotto dall’Universita’ di Haifa ha, infatti, dimostrato che lo stress che esercita un impatto negativo sull’organismo femminile – e quindi sugli ovuli – e’ in grado di inficiare, gia’ prima del concepimento, lo sviluppo sano del cervello dei futuri figli. L’esposizione delle donne allo stress pre-concepimento riesce ad influire ugualmente sul “benessere” genetico della prole potenziale.

Una vita particolarmente ansiogena e nevrotica in pratica agisce sull’espressione di un gene – il CRF-1 – collegato al meccanismo dello stress della donna, danneggiando la salute del bebe’ che eventualmente verra’. Dai risultati e’ emerso che la risposta genetica allo stress dei figli e’ legata alle esperienze delle madri sottoposte a situazioni disagevoli molto prima di restare incinte. Lo studio e’ stato pubblicato sulla rivista ‘Biological Psychiatry’

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

A Napoli gli Stati Generali per un turismo sostenibile

Next Article

L'insonnia peggiora le relazioni sentimentali

Related Posts
Leggi di più

Un fondo per le iniziative degli atenei sulla legalità: “I giovani non sanno chi erano Falcone e Borsellino”

Presentato al Senato il fondo di 1 milione di euro a disposizione delle università italiane per diffondere le cultura delle legalità con seminari ed incontri. La ministra Maria Cristina Messa: "In questo modo rendiamo organiche iniziative che fino ad oggi erano state solo sporadiche e lasciate alla volontà di ogni singolo ateneo".
Leggi di più

Gran Bretagna, niente visto speciale per i nostri laureati: le università italiane considerate “troppo scarse”

Il governo britannico mette a disposizione una "green card" per attrarre giovani talenti e aggirare così le stringenti regole imposte dalla Brexit. Potranno partecipare però solo chi si è laureato in una "università eccellente" in giro per il mondo. Dall'elenco però sono state esclusi tutti gli atenei italiani considerati quindi non all'altezza in basse ai risultati nelle più prestigiose classifiche mondiali.