L’INVERNO CALDO DELLE PROTESTE STUDENTESCHE – Ancora scontri a Torino. E domani nuove manifestazioni

proteste studenti

Proteste e scontri. Non si arresta la serie di mobilitazioni che stanno agitando l’Italia. Dopo i violenti fatti avvenuti alla Sapienza, dove i poliziotti hanno caricato gli studenti, ecco un secondo episodio simile a Torino, dove erano in corteo le associazioni studentesche per chiedere le dimissioni del presidente della Regione Piemonte Roberto Cota.

Il corteo è stato pesantemente caricato dalle forze dell’ordine che hanno inoltre fermato 4 studenti minorenni delle scuole superiori torinesi.

“E’ ormai chiaro che i vertici delle forze dell’ordine stanno operando una sistematica e violenta repressione contro le mobilitazioni studentesche – dichiara Federico del Giudice, Portavoce nazionale della Rete della Conoscenza – mentre si tolgono il casco e solidarizzano con le scomposte proteste operate dal Movimento dei Forconi, proteste spesso portate avanti da frange vicine all’estrema destra”.
“Questo attacco che si sta sferrando nei confronti delle migliaia di persone che si stanno mobilitando contro le politiche di austerity e contro la Legge di stabilità è sintomatico dell’incapacità del Governo delle Larghe Intese di dare risposte sociali alle rivendicazioni del movimento studentesco”.
Le centinaia di studentesse e studenti riuniti in assemblea nazionale a Roma presso l’Università di Tor Vergata denunciano con sforza la brutalità delle cariche della polizia a Torino che ha prodotto anche alcuni feriti, subito trasportati in ospedale, tra studenti minorenni e chiedono l’immediato rilascio dei quattro studenti fermati.
“Con i loro fermi si è colpito un intero movimento -scrivono in un comunicato inviato al Corriere dell’Università i ragazzi di Link – e l’organizzazione studentesca più grande del Paese oggi riunita in Assemblea, la repressione non passerà e le mobilitazioni proseguiranno il 16 dicembre a Roma contro l’approvazione della Legge di Stabilità e a Milano per il rifinanziamento del Diritto allo Studio”.
Già da domani, dunque, si prevede un’altra giornata di forti tensioni. L’inverno caldo del movimento studentesco sembra appena iniziato.
Raffaele Nappi
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