La spending review dimezza la scuola italiana

Per Mimmo Pantaleo, «la manovra del Governo Monti è un insieme di tagli alla spesa sociale, all’istruzione e alla ricerca pubblica che provocherà la riduzione dei servizi, degli investimenti, dell’occupazione e dei diritti universali».

Pantaleo «15 mila precari licenziati»

Per Mimmo Pantaleo, «la manovra del Governo Monti è un insieme di tagli alla spesa sociale, all’istruzione e alla ricerca pubblica che provocherà la riduzione dei servizi, degli investimenti, dell’occupazione e dei diritti universali».

«Alla scuola – sottolinea il segretario generale della FLC CGIL – vengono sottratti oltre 500 milioni di euro nei prossimi anni dopo i tagli epocali della Gelmini. Il transito nei profili Ata di circa 3765 docenti inidonei e l’utilizzo in ambito provinciale dei docenti in esubero ha conseguenze gravissime perché, oltre a colpire la dignità e la professionalità di questi lavoratori, si licenziano 15 mila precari tra docenti ed ata che hanno alle spalle anche 10 anni di lavoro. Vengono ridotti fortemente i servizi di istruzione pubblica all’estero del 40%».

Pantaleo analizzando il testo della spending rewiew riporta l’attenzione sull’aumento indiscriminato delle tasse universitarie, il blocco delle assunzioni, la soppressione dell’Inran, il taglio devastante dei fondi ordinari per la ricerca pubblica. «Questa manovra è semplicemente un insieme di tagli alla spesa sociale con un evidente carattere depressivo che colpirà ancora una volta i ceti più deboli pur di salvaguardare gli interessi della speculazione e dei mercati finanziari.  Risponderemo da subito con iniziative di lotta e senza cambiamenti radicali alla manovra siamo pronti ad iniziative durissime fin dall’apertura del nuovo anno scolastico. Ritengo necessario che a settembre venga proclamato uno sciopero generale su una piattaforma rivendicativa alternativa alle politiche devastanti del Governo Monti che fanno aumentare disoccupazione, precarietà e disperazione sociale».

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