#labuonascuola, il duro commento dell’UdS: “Una farsa. Il Governo non ci ascolta realmente”

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Ieri il ministro dell’Istruzione ha presentato i risultati della consultazione avviata dal Governo sul pacchetto di riforme elaborato per rilanciare il sistema scolastico in Italia. 


“Ancora una volta abbiamo assistito ad un evento farsa allestito dal Governo per pubblicizzare la presunta democraticità della consultazione – dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti – La Ministra non si è accorta che con la slide 21 ha avvalorato una delle ragioni alla base della mobilitazione studentesca che ha surriscaldato questo autunno e ha attraversato centinaia di città del nostro Paese. In questa slide, infatti, risulta che tra coloro che hanno compilato il questionario soltanto il 5,15% risultano studenti, ossia circa 10.500 persone”

“Alla consultazione ha partecipato un numero inconsistente di studenti perché è stata smascherata la natura populista della consultazione di una riforma che tra l’altro non parlava di noi – continua Lampis – Non riconosciamo dignità alla consultazione in quanto i processi partecipativi per essere reali e di qualità non si esauriscono in un arco irrisorio di tempo, non si sostanziano di domande tendenziose e di temi imposti dall’alto. Quest’autunno ci siamo mobilitati in centinaia di migliaia, immaginando una rivoluzione profonda del sistema dell’istruzione, ma il Governo è fuggito alle nostre istanze preferendo il silenzio o la repressione.” 

“Continueremo ad opporci al progetto del Governo perché non parla dei nostri bisogni ma costruisce una scuola della precarietà fondata sulla competizione- conclude l’Unione degli Studenti – Nelle nostre migliaia di occupazioni e assemblee stiamo già discutendo della costruzione di un’Altra Scuola fondata sul diritto allo studio, la didattica alternativa, il protagonismo studentesco, un rapporto sano tra scuola, territorio e mondo del lavoro. Siamo pronti per un primavera di lotte in cui continuare a costruire la nostra idea di scuola, assieme a sindacati e associazioni propensi a dire la loro, in contrapposizione a quella del Governo.” 

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