La scelta di Isabel, inseguire il vero sogno: “Alle olimpiadi preferisco l’Archeologia”

Le mancavano 4 secondi per avere il tempo minimo che porta a Tokyo. Ma lei vuole studiare: “Devo fare la tesi in greco, la corsa e le vittorie non sono il mio obiettivo”

Le mancavano 4 secondi per avere il tempo minimo che porta a Tokyo. Ma lei vuole studiare: “Devo fare la tesi in greco, la corsa e le vittorie non sono il mio obiettivo”

Le mancavano 4 secondi da limare, qualche proverbiale battito di ciglia. E aveva ancora un mese e mezzo per provarci, riuscirci e realizzare il sogno di qualsiasi bambino o adulto che fa sport: andare alle Olimpiadi Tokyo.

IL VERO OBIETTIVO

Ma 4 secondi su poco meno di dieci minuti possono sembrare una vita se a darti gioia, motivazioni e carica sono altre cose. “La corsa e le vittorie non sono mai state il mio vero obiettivo. Voglio diventare archeologa. Al massimo, se non andrà bene, ho un piano B: insegnante di latino e greco”. Isabel Mattuzzi (nella foto fidal) ha scelto i libri ai 3000 siepi, una delle più antiche, affascinanti, complesse specialità del mezzofondo, che già di per se richiede una straordinaria forza mentale e fisica.

A UN PASSO DAL SOGNO, MA ERA UN ALTRO

Laureata con 110 e lode in Lettere classiche, la 26enne trentina di Rovereto ha fermato il cronometro nella sua specialità a 9’34, quando il limite olimpico, da centrare entro fine giugno, è 9’30. A un passo da un sogno che però non era suo, e ha mollato senza ripensamenti. Anzi, come ha spiegato al Corriere, con una scelta che è stata improvvisa solo nei modi, un post su facebook che nessuno s’aspettava per lasciare l’azzurro e le Fiamme Gialle, ma figlia di una decisione “maturata negli anni”.

LA MOLLA CHE E’ SCATTATA

Campionessa nazionale, il suo 9’34 è la seconda prestazione italiana di sempre. . Ma mentre i tecnici sgranavano gli occhi guardando il cronometro, e le predicevano un futuro da stella azzurra, portacolori alle Olimpiadi, lei pensava all’Erasmus saltato insieme alle siepi. Aveva chiesto di andare ad Atene, i tecnici le avevano dato l’ok, ma lei aveva rinunciato. “Sapevo che mi sarei dedicata di più allo studio e allora ho detto no per continuare a correre”. Un rimpianto che ha scelto di non avere più. “Mi sentivo in colpa, capivo di non fare ciò che sognavo, studiare”.

LO SPRINT FINALE

Ora l’ultimo esame prima della laurea magistrale in Archeologia classica poi il dottorato. Felice di aver preso la strada che sentiva sua. “Voglio fare una tesi in greco, l’atletica richiedeva troppa fatica. Le olimpiadi le guarderò in tv, tifando per le azzurre”.

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