La ricerca è donna e green: 47 milioni per energia, agricoltura e imprenditoria femminile

Aperto lo sportello per le domande sugli incentivi per le imprese femminili con gli strumenti “Imprese ON” e “Smart&Starr”

Ricerca, filiere produttive, imprenditoria femminile, agricoltura, energia: si entra nella fase decisiva dei bandi di gara del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) rivolti alle imprese, in particolare alle Pmi. In queste settimane sono state avviate alcune delle principali procedure in programma, altre sono in partenza.

Filiere produttive green e femminile

L’11 aprile si è aperto lo sportello relativo ai nuovi contratti di sviluppo per sei filiere produttive strategiche (3,1 miliardi di cui 1,7 a valere sul Pnrr). Le filiere individuate dal ministero dello Sviluppo economico (Mise) sono agroindustria; design-moda-arredo; automotive; microelettronica e semiconduttori; metallo ed elettromeccanica; chimica/farmaceutica. L’obiettivo è arrivare entro il 2025 a 40 contratti firmati. Per i contratti di sviluppo in realtà si parla di strumenti destinati prevalentemente alle grandi e medie imprese, anche se la possibilità di partecipare attraverso contratti di rete lascia spazi interessanti di manovra anche alle più piccole.

Il contratto di sviluppo è lo strumento adottato anche per la promozione di una filiera nazionale per la produzione di rinnovabili e batterie. Anche in questo caso per le Pmi i vantaggi potrebbero derivare soprattutto dalla partecipazione a catene di fornitura guidate da una grande o media azienda a fare da capofila. Si tratta in totale di 1 miliardo totale di cui 400 milioni per i pannelli fotovoltaici, 100 milioni per l’industria eolica e 500 milioni per le batterie. Per questi settori c’è una data di chiusura dello sportello per le domande, fissata all’11 luglio.

Imprese al femminile e agricoltura

Giovedì 19 maggio sono stati pubblicati i termini per le domande di accesso agli incentivi per l’avvio di nuove imprese al femminile o costituite da meno di 12 mesi, per i quali è disponibile una dote di 47 milioni. Sempre il 19 maggio apre lo sportello per le domande relative agli incentivi, sempre per le imprese femminili, degli strumenti “Imprese ON” e “Smart&Start”, ciascuno dei quali ha a disposizione un plafond di 100 milioni. Per le attività imprenditoriali costituite da oltre 12 mesi, invece, è prevista una fase di precompilazione online delle domande dal 24 maggio e poi la presentazione dal 7 giugno (in questi caso le risorse ammontano a quasi 147 milioni).

Anche per il comparto agricolo con il quinto bando per i contratti di filiera gestiti dal ministero delle Politiche agricole: 1,2 miliardi del Fondo nazionale complementare per contributi in conto capitale, ai quali si aggiungono 900 milioni del Fondo rotativo imprese della Cassa depositi e prestiti per la parte relativa ai finanziamenti agevolati. Le domande in questo caso possono essere presentate a partire dal 23 maggio, con chiusura dello sportello dopo 90 giorni.

La partita giocata dal Mise

Le risorse gestite dalla direzione Incentivi del Mise, di cui ha parlato il Dg Giuseppe Bronzino in un recente seminario organizzato dal Sole 24 Ore e Unioncamere, ammontano in tutto a 4,7 miliardi più un ulteriore miliardo derivante dal Fondo complementare nazionale. Fanno invece capo alla Dg Politica industriale i 13,5 miliardi (più 5 del Fondo complementare) che il Pnrr assegna a Transizione 4.0. La Dg incentivi gestisce anche le risorse per i grandi progetti di ricerca di interesse europeo (Ipcei), che il Piano di ripresa finanzia con 1,5 miliardi. In questo caso l’iter è abbastanza articolato: dopo l’emanazione del provvedimento formale della Ue di autorizzazione dei progetti Ipcei (nei settori idrogeno, microelettronica e cloud) si procederà alla definizione dell’atto nazionale che assegna i finanziamenti necessari a sostenere i progetti partecipanti. Ulteriori 200 milioni sono messi a disposizione del sostegno a progetti di ricerca, sviluppo e innovazione individuati con specifici bandi europei nell’ambito del programma HorizonEurope (il Mise ha per ora messo in palio 10 milioni nel settore dell’elettronica innovativa, con sportello che si è chiuso il 16 maggio). Già chiusa anche la prima tranche, da 500 milioni, per gli Accordi di innovazione finanziati dal Fondo complementare. Il Mise ha ricevuto domande per 3,5 miliardi e si valuta il rifinanziamento per far scorrere la graduatoria. Un secondo sportello, sempre da 500 milioni, sarà invece aperto tra novembre e dicembre.

Energia, il ruolo del Ministero per la Transizione Ecologica

ministero della Transizione ecologica non mancano le opportunità destinate alle imprese, incluse le Pmi e l’imprenditoria femminile. Alcune sono collegate a bandi direttamente dedicati come quello sui progetti faro per l’economia circolare (600 milioni), che si è chiuso nelle scorse settimane e che ha registrato richieste per 4,1 miliardi. A una corsia esclusiva per le imprese rinvia poi la misura da 450 milioni, in rampa di lancio, per la produzione di elettrolizzatori. A valle si punta a realizzare, entro giugno 2026, una filiera tutta italiana con stabilimenti che producano elettrolizzatori e componenti associati, per una potenza complessiva annua di almeno 1 gigawatt. Dei 450 milioni previsti dal Pnrr, 250 milioni saranno assegnati a progetti Ipcei e i restanti 200 milioni ad ulteriori progetti selezionati attraverso avvisi pubblici di prossima pubblicazione. E, sempre restando nel campo dell’idrogeno, alle imprese è poi riservata una tranche dei 50 milioni dei fondi stanziati dal Recovery per progetti di ricerca e sviluppo. A fine marzo, il ministero guidato da Roberto Cingolani ha pubblicato i relativi bandi, la cui ricezione si è chiusa lo scorso lunedì: 30 milioni per le imprese e 20 milioni per enti e università. I finanziamenti vanno da un minimo di 2 milioni di euro a un massimo di 4. I progetti presentati da soggetti pubblici saranno finanziati al 100%, mentre quelli privati dal 25 all’80%, a seconda della tipologia di progetto e della dimensione dell’impresa.

Fin qui i canali diretti, ma altre chance per le imprese si apriranno con i bandi a valere su misure accessibili come quelle su agrovoltaico (1,1 miliardi) e sviluppo del biometano (1,92 miliardi). E ulteriori opportunità, anche per le Pmi, potrebbero infine arrivare dall’allocazione successiva, da parte di città metropolitane, Comuni e Regioni, di risorse stanziate su altri fronti come, per esempio, riforestazione (330 milioni) o costruzione e ammodernamento di impianti di gestione dei rifiuti (1,5 miliardi).

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