“La mossa del giaguaro”: quando Piotta disse la verità…

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«Con la mossa del giaguaro tu ti sciogli piano piano… con la mossa del giaguaro prendi questo frutto amaro…». Non si tratta dell’inno del PD, affidato per questa tornata elettorale al nuovo singolo di Gianna Nannini, ma del tormentone del Piotta estratto dall’album Democrazia del Megafono del 2000.

I risultati ottenuti dal partito di Bersani, raggiunto dalla coalizione di centrodestra sostenuta dall’intramontabile Berlusconi, hanno dimostrato che il felino simbolo di questa campagna elettorale non ha “ucciso con un balzo” come da sua caratteristica.

Ora si è tutti tornati a rimpiangere la freschezza, la novità e giovinezza del rottamatore Renzi. Anche perché, è il dato più limpido e veritiero, al di là di falsi vincitori e mancati perdenti, quel che il Paese ha voluto esprimere con questo voto è stata la stanchezza e la sfiducia che i partiti oggi presenti hanno prodotto. Risultato: astensione e voto di protesta.

Al Movimento 5 stelle, con i suoi giovani e inesperti sconosciuti, è stato affidato il compito di rappresentare gli italiani. Una scelta rischiosa e probabilmente pericolosa, ma che rispecchia lo stato attuale delle cose e il fallimento di tutti i personaggi politici oggi candidati e spesi in prima persona.

Giovanni Torchia

 

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