Inaugurazione Sun, Rossi: L'università è vecchia

rossi.bmpLa Sun cambia registro. Il rettore della Seconda Università degli Studi di Napoli, Francesco Rossi, durante la cerimonia di apertura del 17° anno accademico lancia un forte messaggio di impegno verso un processo di rinnovamento dell’ateneo; che sia al passo con il mutato quadro politico, ma soprattutto che sappia darsi degli obiettivi di qualità per i quali ci si impegnerà in un attento processo di valutazione interna prima che esterna delle proprie strutture.
Valutazione, trasparenza e premialità le parole chiave di Rossi. Un discorso realista e concreto e che parte da un’apprezzabile autocritica del sistema universitario, cui molti suoi colleghi invece sembrano ostinatamente sottrarsi. Rossi ha le idee chiare, piuttosto che con le dichiarazioni, bisogna rispondere con i fatti alle richieste dei giovani e della società più in generale.
L’ateneo punterà sull’internazionalizzazione, stimolando una maggiore mobilità dei docenti e degli studenti; sulla qualità della didattica e della ricerca, ma l’impegno e il contributo delle Istituzioni locali e nazionali è indispensabile per accompagnare questa nuova fase: “Servono interventi urgenti per il sistema dei trasporti e dei servizi; il numero di residenze per ospitare studenti e docenti è davvero carente e occorrono finanziamenti adeguati per la facoltà di medicina su cui grava la cattiva funzionalità dell’Azienda ospedaliera”.
“Il sistema universitario del nostro Paese – ha concluso Rossi – è ormai vecchio ed ha bisogno di un profondo e significativo rinnovamento. La sorprese non sono mancate all’inaugurazione: il vicepresidente del Cun Enzo Siviero – intervenuto in sostituzione del presidente Andrea Lenzi, che avrà ben riflettuto sulla opportunità di una uscita pubblica dopo i contestati fatti degli scorsi giorni – ha attaccato il ministro Gelmini, mirando al suo staff. “I consiglieri del ministro non conoscono il sistema e sembra che parlino per emozioni” e ancora “da loro ricette generaliste che non tengono conto dei vincoli e dei lacciuoli che ci impediscono di lavorare. Noi dovremmo occuparci solo di didattica e ricerca senza avere preoccupazioni di carattere amministrativo”.

Mariano Berriola

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