IL CASO – Padova, gli studenti stranieri non possono fare i rappresentanti

studenti stranieri

Ci sono studenti che hanno meno diritti di altri. E se la pelle ha un colore diverso va ancora peggio. Succede all’Università di Padova, dove il regolamento d’Ateneo preclude agli studenti universitari non italiani la possibilità di entrare nelle rappresentanze studentesche.

La polemica è scoppiata proprio negli ultimi giorni, dopo la chiusura delle candidature per le elezioni dei nuovi rappresentanti studenteschi del 13 e 14 maggio.

”Sono  stati davvero tanti gli studenti che ci hanno contattato perché interessati alla rappresentanza; ma siamo stati costretti a spiegare loro che l’Università di Padova non li considera meritevoli di diventare rappresentanti” spiega il Sindacato degli Studenti. “E’ una scelta che riteniamo inaccettabile e soprattutto priva di qualsiasi fondamento logico: perché chi paga regolarmente le tasse ed è a tutti gli effetti un soggetto che vive l’Università non può diventarne parte attiva?”

Marco Zabai (Udu-Studenti per) parla di “ una discriminazione odiosa”. “Non ha senso – dice – che studenti che sono in regola con le tasse e con gli studi non possano diventare portavoce dei propri colleghi tanto quanto gli altri candidati. Faremo tutto il possibile per abolire questa norma incomprensibile”.

Il rettore Giuseppe Zaccaria si è detto disponibile a cambiare il regolamento, mentre il prorettore Guido Scutari ha commentato dicendo che finora nessuno si era accorto del problema. Il deputato di Sel Alessandro Zan, intanto, ha portato il caso in Parlamento, presentando un’interrogazione parlamentare al ministro Giannini e chiedendo “iniziative urgenti per “garantire a tutti gli studenti, italiani e stranieri, il diritto fondamentale a partecipare in modo attivo ed egualitario al processo democratico di rappresentanza degli organi universitari”.

 

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