Scuola: da lunedì insegnanti e bidelli dovranno munirsi di certificato antipedofilia

Scuola: primo giorno a Torino

Da lunedì tutti gli operatori della scuola, insegnanti, assistenti scolastici, etc., dovranno munirsi di “certificato antipedofilia” per continuare ad esercitare le loro professioni. Entra in vigore il prossimo 6 Aprile, infatti, il decreto legge di attuazione della “Direttiva europea relativa all’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile”.

Secondo la nuova legge, a tutti coloro che per lavoro entrano a contatto con i minori in maniera “diretta e regolare”, il datore di lavoro dovrà richiedere il certificato del casellario giudiziario “al fine di verificare che non ci siano a carico del lavoratore condanne” per una serie di reati che riguardano i minori: prostituzione minorile, pornografia minorile, pornografia virtuale, turismo sessuale e adescamento dei minorenni.

Quasi un milione di operatori saranno interessati dal decreto; tra questi, anche catechisti, volontari, allenatori di società sportive. La misura mira ad individuare soggetti con precedenti penali a carico relativi ai reati i questione.

Per quel che riguarda insegnati e collaboratori scolastici, chiaramente, il datore di lavoro va identificato nel dirigente scolastico. Spetterà , quindi, ai presidi mettere in atto la normativa. Per coloro che entro tre giorni non avessero provveduto a richiedere i certificati del casellario giudiziario di tutti gli insegnanti e di tutti i bidelli della scuola, se colti in fallo da un eventuale controllo, potrebbe arrivare una sanzione amministrativa che oscilla tra i 10mila e i 15mila euro.

Una norma che ha già scatenato numerose polemiche: in particolare non sembra chiaro se anche per il personale Ata vadano richiesti i certificati, ma sopratutto, non è stato ancora stimato quanto dovranno sborsare i dirigenti scolastici per richiedere tutte le certificazioni in questione. Possibile persino, in assenza di un contributo ministeriale straordinario, che i presidi siano costretti ad aumentare il contributo imposto alle famiglie pur di far tornare i conti.

 

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