Governo con aziende e università per combattere virus

Il governo lancia un appello al mondo dell’industria e della ricerca per moltiplicare le armi per combattere contro il Coronavirus. Si cercano aziende, università, associazioni, cooperative volontarie per produrre mascherine, respiratori, tamponi e soluzioni tecnologiche, dalle app all’utilizzo dei droni.

Il progetto si chiama ‘Innova per l’Italia’ e parte da un’iniziativa dei ministeri guidati da Paola Pisano, Stefano Patuanelli e Gaetano Manfredi, insieme con Invitalia e il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri.

E’ una chiamata urgente per dare un’accelerata alla produzione di strumenti che consentano “la prevenzione, la diagnostica e il monitoraggio”. Come le mascherine, i respiratori artificiali e singole componenti (valvole e display). La chiamata dell’esecutivo si rivolge inoltre ad aziende specializzate per il reperimento di tamponi e altri strumenti per la diagnosi facilitata e veloce, sempre nel rispetto degli standard di affidabilità. Fin qui materiale di prima necessità.

Le candidature saranno raccolte dal ministero dell’Innovazione, le valuterà il commissario straordinario e, poi, per quelle selezionate, con cui si raggiunge un accordo, verrà data pubblicità sul sito del ministero. “Dopo solidarietà digitale ora chiediamo all’Italia di fare quello per cui è riconosciuta in tutto il mondo: essere innovativa, attraverso quest’iniziativa sono stati individuati alcuni dei problemi da affrontare”, dice la ministra Pisano.

ansa

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Coronavirus: scarseggiano i reagenti per i tamponi ma le Università arrivano in aiuto

Next Article

Scuola, pubblicata l’ordinanza sulla mobilità. Per i docenti domande dal 28 marzo al 21 aprile

Related Posts
Leggi di più

Intervista alla senatrice Elena Cattaneo: “Denunciare ogni condotta che tradisce l’etica e la dignità accademica”

"Mi rendo conto che può non essere facile, ma finché non scatterà in ognuno di noi la molla per contribuire al cambiamento, ne usciremo tutti sconfitti, compreso chi penserà di averla fatta franca, di aver vinto", afferma la senatrice e prof.ssa ordinaria di Farmacologia all'Università degli Studi di Milano, che racconta un suo episodio personale