Go east Erasmus

Alla luce della primavera araba, e della politica socio-economica e culturale di allargamento ai paesi vicini,  la Commissione europea ha deciso stanziare 66 milioni di euro da destinare programma Erasmus Mundus così da estenderne l’azione in particolare ai paesi vicini orientali e medio orientali. Il programma comunitario che consente di frequentare corsi di Alta Formazione in paesi UE e anche in paesi terzi, rilasciando al termine del corso, un titolo congiunto costituisce un’esperienza formativa e umana di alto valore e di conoscenza reciproca tra le diverse culture.

Il governo polacco, attualmente alla presidenza dell’Unione Europea,  ha fatto dell’allargamento dei programmi Erasmus ai paesi vicini del sud e dell’est, una priorità in accordo con la ENP (European Neighbourhood Policy) lanciata dalla commissione  nel 2010 per rafforzare l’area di istruzione come collante sostanziale per la comprensione e lo sviluppo delle relazioni tra popoli.

La conferenza  che si svolta a fine settembre a Białystok (Polonia), “Go Est, Erasmus”,  che ha visto riuniti i ministri dell’istruzione europea  e dei paesi medio orientali e orientali, insieme ad associazioni studentesche, ha discusso proprio sull’importanza dei programmi di mobilità di studenti, ricercatori e professori come motore primo di sviluppo e conoscenza.

Il ministro polacco, Barbara Kudrycka (docente universitario) ha ricordato che nel 2009 gli stati partecipi del processo di Bologna,  si sono posti come obiettivo per il 2020 che il numero di  giovani dello spazio educativo europeo coinvolti in programmi Erasmus, raggiunga almeno il 20%. I paesi del vicino oriente potranno rientrare in tale obiettivo non appena saranno coinvolti pienamente nel programma Erasmus.

“La rivoluzione Erasmus è ancora in atto. Rappresenta la personificazione della libertà di apprendimento e la libertà di accesso alla conoscenza. Saremmo davvero preoccupati se l’Europa non accettasse la proposta della presidenza europea” . Parole d’ Allan Päll, presidente dell’ European Students’ Union che saluta positivamente la decisione della commissione e si augura che il programma costituisca un volano di scambio tra i giovani e non principalmente un flusso di studenti verso l’Europa che non permeterebbe ai paesi vicini una reciprocità culturale formativa nella sua interezza.

“ Nel contesto della situazione politica sociale e dei recenti sviluppi nelle zone medio orientali, è necessario rivolgere una particolare attenzione ai giovani di questi paesi che svolgono e svolgeranno un ruolo chiave nel processo di democratizzazione della regione” ha dichiarato la commissione.

L’estensione del programma Erasums Mundus rientra nell’iniziativa bandiera dell’unione, Support to Partnership, Reform and Inclusive Growth -SPRING-. acronimo che non a caso, si traduce con “primavera”-  mira a sostenere il processo di democratizzazione dei paesi vicini del Sud, supportandone la crescita economica, il rafforzamento dei diritti umani e le libertà fondamentali, quali il diritto di associazione, di espressione, di stampa e di critica e  la lotta alla corruzione.

SPRING prevede un’erogazione di 350 milioni di euro tra il 2011 e 2013, basandosi sul principio di “more for more”- di più per di più. Vale a dire, più un paese mostrerà segni di progresso nelle riforme democratiche e istituzionale, più supporto riceveranno.  I primi paesi coinvolti nel programma: Tunisia, Egitto, Giordania e Marocco.

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