Gli studenti bocciano la Dad: il 67,7% preferisce le lezioni in presenza. Ragazzi stranieri penalizzati dall’accesso a computer o tablet

Indagine dell’Istat sull’impatto che la Didattica a distanza ha avuto sugli alunni delle scuole secondarie. La maggior parte di loro ha trovato molto faticoso seguire le lezioni online. Gli studenti stranieri sono riusciti a seguire di meno a causa del mancato accesso ai device tecnologici.

Gli alunni delle scuole secondarie bocciano la didattica a distanza: il 67,7% degli studenti preferisce le
lezioni in presenza, e il 70,2% di giovani trova più faticoso seguire la didattica a distanza
. Sono i primi dati dell’indagine sugli alunni delle scuole secondarie realizzata dal Istat e riferita al 2021. Dalla rilevazione, emerge un giudizio negativo non solo sulla didattica ma su tutto il periodo di rigido distanziamento sociale: il 49% degli intervistati ha sentito molto la mancanza dei compagni di scuola; la frequentazione degli amici è diminuita per il 50,5% degli alunni, mentre è aumentato il ricorso a chat e social per comunicare (+69,5% dei ragazzi).

La pandemia ha anche fatto peggiorare la situazione economica delle famiglie (una difficoltà segnalata dal 29,4% dei giovani), e il 50,9% degli alunni ha segnalato problemi di connessione a casa. L’indagine ha coinvolto un campione casuale di circa 41 mila alunni (30 mila di cittadinanza italiana e 11 mila di cittadinanza straniera) che, nell’anno scolastico 2020/2021, frequentavano una delle scuole secondarie di primo e di secondo grado selezionate e distribuite su tutto il territorio nazionale.

“I ragazzi e le ragazze hanno sperimentato per la prima volta un modo totalmente nuovo di ‘andare a scuola’ pur restando a casa – sottolinea Istat nel suo rapporto – La quasi totalità degli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado (98,7%, pari a oltre 4 milioni e 220 mila) ha infatti affrontato periodi di didattica a distanza. Il ricorso ‘obbligato’ alla didattica a distanza ha sicuramente introdotto un cambio di passo nell’utilizzo dell’ICT ma anche nuovi elementi di diseguaglianza connessi a divari digitali (e socio-economici) pre-esistenti”.

Tra gli stranieri, infatti, la percentuale di chi ha potuto essere costante nella frequenza delle lezioni online è del 71,4%, a fronte dell’80% dei ragazzi italiani. “Le scuole hanno cercato di sostenere i ragazzi più svantaggiati mettendo a disposizione pc e tablet, ma dai primi risultati dell’indagine emerge chiaramente che, anche dopo il primo lockdown, non è stato possibile appianare del tutto i divari”, sottolinea Istat.

In particolare, nell’anno scolastico 2020/2021 i ragazzi stranieri hanno utilizzato in misura minore rispetto ai loro coetanei italiani il Pc per seguire la Dad: la quota è del 72,1% contro l’85,3% degli italiani. Di conseguenza gli alunni stranieri hanno fatto maggiormente ricorso al cellulare per seguire le lezioni (64,3% contro 53,7%). L’uso esclusivo dello smartphone ha riguardato il 16,8% dei ragazzi stranieri contro il 6,8% degli italiani. Per i ragazzi di origine cinese e marocchina l’utilizzo esclusivo del cellulare è molto più elevato rispetto alla media degli stranieri, circa il 23%.

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