Fuorisede, stop all’assistenza medica. E’ bagarre all’Alma Mater

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All’Alma Mater di Bologna, salta la copertura finanziaria che consentiva agli studenti fuorisede di rivolgersi gratuitamente ad un medico di base.  L’università non può più, per una legge introdotta da Monti, pagare 80mila euro l’anno per fornire la copertura sanitaria.

Gli studenti, però, non ci stanno e sul web è scoppiata la protesta, guidata dalla Rete degli universitari di Bologna e dalla Rete degli studenti dell’Emilia Romagna.
“Chiediamo che questa convenzione venga ripristinata”, scrive Angelo, della rete degli universitari.
E su Facebook si sta diffondendo un articolo di denuncia dal titolo “Diritto alla salute. Notizie belle da morire! Convenzione sanitaria per i fuorisede annullata”.

“La convenzione con la Asl di Bologna, che permetteva di usufruire di visite mediche generaliste e specialistiche, è stata annullata dal Collegio dei revisori dell’Ateneo per mancanza di copertura economica e per restrizioni legali sopraggiunte”, scrivono le due associazioni. E precisano: “Non vogliamo criminalizzare l’Ateneo, che pure ci ha garantito aver fatto tutto il possibile, ma chiediamo di essere convocati subito perché si proceda ad una capillare e chiara informazione degli studenti fuorisede ad ora scoperti dall’assistenza del servizio sanitario nazionale e perché di raccordo con gli enti locali si costituisca un presidio medico d’emergenza all’interno di ogni campus”.

Sarà bene però chiarire che lo stop del medico di base per i fuorisede non è una scelta dei singoli atenei ma è una conseguenza della legge 68 del 2012, imposta dal governo Monti in epoca di spending review.
La legge impedisce agli enti pubblici di pagare per due volte lo stesso servizio, dal momento che gli studenti che provengono dalle altre città e che sono iscritti all’Università di Bologna hanno già un loro medico di base nelle città in cui risultano essere residenti.

Il prorettore dell’Alma Mater, Roberto Nicoletti, spiega: “I revisori dei conti ci hanno bloccato la convenzione con l’Ausl a partire dal 2 aprile. A questo punto, gli studenti hanno due possibilità. O si scelgono un medico di base a Bologna oppure vanno da un medico specialista”.

Infatti, secondo quanto scrive La Repubblica, l’Università vorrebbe concludere con l’Asl una nuova convenzione, grazie alla quale gli studenti potranno rivolgersi direttamente agli specialisti piuttosto che al medico di base. In tal modo, si potrà offrire ugualmente il servizio agli studenti, pur non contravvenendo alla legge 68, e si eviterà di far sì che gli studenti fuorisede si rivolgano in massa ai pronto soccorso.

AZ

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