Firenze nello spazio, l’intervista ai ragazzi: ” Una nuova impresa? Mai dire mai”

Impresa a Firenze

FIRENZE NELLO SPAZIO – Un laureando in ingegneria aerospaziale, un laureato (con lode) in matematica, un perito elettronico e un astrofisico. Ecco a voi i quattro giovani fiorentini che sono arrivati nello spazio, grazie a un pallone aerostatico.

La loro impresa di qualche giorno fa era comparsa sui giornali di tutto il paese, senza evitare qualche polemica. Ora abbiamo deciso di ascoltare la loro versione, in un’intervista realizzata dal Corriere dell’Università Job. “Una nuova esperienza? Non promettiamo niente – ci rispondono. Vedremo cosa ci riserva il futuro”.

Com’è nata l’idea del progetto?

L’idea è nata lo scorso autunno, quando navigando su youtube ci siamo imbattuti in video di persone che facevano cose simili. E allora ci siamo detti, perché non provare anche noi e magari metterci la firma su queste riprese mozzafiato? A quel punto l’idea si è trasformata in azione e abbiamo cominciato a studiare le problematiche, a comprare il materiale necessario (telecamera, gps, pallone aerostatico) e a incontrarci sempre più frequentemente, occupando così buona parte del tempo libero

Qual è stato il pensiero che avete provato vedendo il giglio fiorentino nello spazio?

Non vogliamo essere patetici ma l’emozione provata rivedendo le immagini è stata davvero indescrivibile, non solo per la bellezza dei fotogrammi ma anche per il fatto che avevamo raggiunto il nostro scopo. Nei primi momenti alcuni di noi erano addirittura increduli nel vedere la spettacolarità delle immagini e ci hanno creduto solamente perché partecipi in prima persona nell’impresa.

Impresa a Firenze 2

Avete pensato ai possibili rischi legati a quest’impresa?

Certo che ci abbiamo pensato e di conseguenza abbiamo preso le dovute precauzioni. Abbiamo testato più volte il paracadute, abbiamo scelto i materiali più innocui e abbiamo richiesto le necessarie autorizzazioni alle autorità competenti. Inoltre pochi giorni prima del lancio ci siamo assicurati, utilizzando un software dell’università di Cambridge, che l’atterraggio avvenisse in zone disabitate come è di fatto accaduto.

Siete già pronti per una nuova avventura?

Siamo ragazzi semplici anche se l’inventiva non ci manca. Per il momento idee specifiche non ci sono ma vedremo cosa ci riserverà il futuro.

 

GUARDA IL VIDEO DEL PALLONE NELLA STRATOSFERA!

 

Mariella Bologna

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