Fine della privacy su Facebook: addio ai profili privati

privacy su facebook

Niente più privacy su FacebookIl social network ha annunciato che disabiliterà la funzione “Chi può cercare la tua Timeline con il nome?”. Solo pochi giorni fa Google Plus aveva reso noto che utilizzerà foto e commenti dei suoi utenti nelle pubblicità dei suoi sponsor

Impossibile nascondersi su Facebook. È finita l’era in cui si poteva avere un profilo sul social network senza essere rintracciati da chiunque ci cercasse utilizzando nome cognome o indirizzo email. L’azienda di Zuckerberg, infatti, ha annunciato che a breve disabiliterà la funzione della privacy chiamata “Chi può cercare la tua Timeline con il nome?” che fino a oggi ha permesso agli utenti di decidere se fa apparire o meno i loro profili nei risultati di ricerca.

Una funzione abilitata da pochi, secondo il chief privacy officer di Fb, Michael Richter, e che non diminuirà la privacy degli iscritti al social, anche se gli utenti che la avevano impostata potrebbero essere di parere contrario, specie dopo esser stati scovati da ex fidanzati gelosi o conoscenze sgradite.

Per Facebook, d’altra parte, l’opzione in questione rappresentava un ostacolo all’utilizzo di Graph Search, il motore di ricerca (ancora non attivo in Italia) che permette di trovare risposte nel social network a domande formulate con linguaggio naturale (es. Cos’ha fatto Raffaele in vacanza in Sicilia?).

Un ulteriore passo nella direzione già intrapresa da Google Plus: il colosso americano ha annunciato recentemente che potrà usare profili e commenti dei suoi utenti nelle pubblicità (ad es. se postate un commento alla serata trascorsa in un pub, la vostra opinione, con annessa foto di profilo, potrà essere utilizzata per fare da reclame al locale). Un’opzione che ha scatenato la polemica del popolo della Rete, ma che può essere disabilitata con un link apposito.

I social diventano sempre più social, ed era facile prevederlo; ma chissà se il popolo di Facebook e Twitter vorranno tenere il passo di questa marcia forzata.

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