Filologia e informatica:due vie, una svolta

” I Promessi sposi” di oggi, sono “I promessi sposi” di ieri?: ci viene incontro la filologia informatica.

“I promessi sposi” di oggi sono  “ I promessi sposi di ieri? Quanto cambiò l’ultima edizione del romanzo storico per eccellenza dalla stesura di Fermo e Lucia? Un testo è in continua mutazione non solo per volontà dell’autore, ma perché cambiando i tempi, cambiano i testi e così la loro fruizione.
La variazione testuale, dunque, può avvenire in diversi casi: editing (scrittura di scrittura); copiatura; riscrittura (redrafting); errore e correzioni; censura; danneggiamento e poi restaurato ecc. Dunque, è quasi impossibile che i testi non varino ed è un’eccezione trovare stabilità in questo settore.
Come rappresentare, allora, i cambiamenti di un testo? È chiaro che la stampa non lo permette, ma le tecnologie hanno rivoluzionato anche questo aspetto della cultura e difatti esistono ad oggi degli strumenti detti  “linguaggi di mark up” che sono in grado di rappresentare un documento in multi-strato. Evidentemente è questa una risorsa essenziale per gli studiosi che creano e aggiornano in maniera costante un archivio, per critici e filologi che vogliono ricostruire il percorso della stesura di un testo o per altri tipi di utenti.
La funzionalità del software, quindi, necessita una semplicità d’uso tale da permettere l’accesso a diverse categorie di utenti. Molti di questi linguaggi richiedono invece specifiche capacità informatiche e risultano poco chiari.
Ed è proprio da qui che parte la ricerca del Dott. Domenico Fiormonte, ricercatore in Linguistica generale presso l’Università degli Studi Roma Tre e del Dott. Desmond Schmidt della Queensland University. I loro studi hanno prodotto il sito Digital Variants all’interno del progetto PRIN “Visualizzazione e analisi di testi della tradizione letteraria”, strumento di gestione dei contenuti open-source che può essere approntato su archivi già esistenti, ma con il vantaggio della semplicità insieme alle stesse caratteristica di “multiversalità”.
Attraverso questo sistema d’interfaccia è possibile visualizzare in maniera schematica tutte le modifiche che un testo ha subito nella sua stesura, modica, pubblicazione e così via. Si presenta dunque, come una vera e propria rivoluzione tecnologica in campo letterario che accende un “barlume” di speranza anche sull’occupazione lavorativa degli esperti umanistici che in Italia sono tanti e di elevata preparazione.
Per saperne di più: www.digitalvariants.org
Giuliano Levato

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