Falsa identità in chat, per la Cassazione è reato

Schermata 2013-04-30 a 11.49.31

Attribuirsi una falsa identità, anche in chat, è reato. Parola della Cassazione che con una sentenza ha confermato la condanna  per  una donna che in aveva divulgato il numero di cellulare della  sua ex datrice di lavoro con la quale aveva in orso una causa civile, dicendo che la stessa era disposta a incontri di natura sessuale a pagamento. La vittima, ignara di tutto, si era trovata all’improvviso a ricevere telefonate e sms di persone interessate a tali incontri, mms porno e insulti di varia natura.

“Non può non rilevarsi al riguardo che il reato di sostituzione di persona ricorre non solo quando si sostituisce illegittimamente la propria all’altrui persona, ma anche quando si attribuisce ad altri un falso nome o un falso stato ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, dovendosi intendere per ‘nome’ non solo il nome di battesimo ma anche tutti i contrassegni di identità”.

In tali contrassegni, spiega la Cassazione, “vanno ricompresi quelli, come i cosiddetti nicknames (soprannomi) utilizzati nelle comunicazioni via internet che attribuiscono una identità sicuramente virtuale, in quanto destinata a valere nello spazio telematico del web, la quale tuttavia non per questo è priva di una dimensione concreta, non essendo revocabile in dubbio che proprio attraverso di essi possono avvenire comunicazioni in rete idonee a produrre effetti reali nella sfera giuridica altrui, cioè di coloro ai quali il ‘nickname’ è attribuito”.

Il nickname, nel caso in cui “non vi siano dubbi sulla sua riconducibilità ad una persona fisica”, assume infatti “lo stesso valore – conclude la Cassazione – dello pseudonimo ovvero di un nome di fantasia, la cui attribuzione, a sè o ad altri, integra pacificamente il delitto di cui all’articolo 494 cp.”, ovvero il reato di sostituzione di persona.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Rubano foto ose' di una minorenne sui social network, 8 denunciati

Next Article

La grammatica: mission impossible insegnarla a chi crea gruppi

Related Posts
Leggi di più

Giro di vite sui baby influencer: certificazione per accedere ai social e stop alla gestione dei profitti da parte dei genitori

Il Tavolo tecnico sulla tutela dei diritti dei minori nel contesto dei social network sta preparando un documento da presentare alla ministra Cartabia per cercare di dotare di nuove regole la "giungla" che riguarda i minori in rete. L'esempio da seguire è quello della Francia che ha approvato da poco tempo una legge ad hoc.
Leggi di più

Sfide estreme per registrare i video su TikTok: due ragazzi ricoverati in ospedale in gravi condizioni

Due giovani di 14 e 17 anni sono finiti in ospedale dopo aver cercato di portare a termine dei "TikTok Challenge". Il primo ha provato ad incendiare il tavolo di casa ma è rimasto ustionato, l'altro è salito sul vagone di un treno ma è rimasto folgorato da un cavo dell'alta tensione. Il social network si difende: "Rimuoveremo i contenuti che violano la nostra policy".