Fai una buona azione: dona il tuo cinque per mille agli artisti italiani

chiedilo a loro

“Chiedilo a Laura, ballerina della Scala costretta a ballare per lo spot di una banca. Chiedilo a Riccardo, scrittore di gialli costretto a scrivere per uno spot di assorbenti per donne. Chiedilo a Giorgio, regista costretto a gestire i social media dell’anticalcare. Chiedilo a Thomas, pittore professionista costretto a dipingere caricature di personaggi famosi per la settimana enigmistica. Chiedilo a loro”.

Puoi donarlo all’associazione “Amici del Monsignor Emilio Patriarca”, alla Fondazione ANDREA per i traumatizzati cranici marchigiani o al Club Radio Barcellona. Puoi darlo alla Fondazione Sportiva Real San Lucido di Cesena o all’Assocazione Arti Marziali di Avola. Insomma, il tuo cinque per mille può andare a parecchi enti. Non va, però, agli artisti italiani, quelli che fanno lavori per i quali non hanno studiato, quelli che indossano vestiti da cameriere e panni da operaio pur di mantenersi, quelli che – come recita lo spot parodia – non si sono ancora “rotti le palle”.

Dona anche tu il tuo cinque per mille ai bar e ai ristoranti italiani, affinché gli artisti possano continuare a mantenersi facendo i camerieri. Tanto, gli artisti italiani si sono sempre arrangiati.

 

RN

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