Facebook, con Intelligenza Artificiale previsioni diffusione Covid

(FILES) In this file photo illustration, a Facebook App logo is displayed on a smartphone in Arlington, Virginia. – Facebook on May 6, 2020 announced the first members of its independent “supreme court” empowered to make binding decisions about what content should be allowed or removed at the social network and Instagram.The oversight board is to make final decisions regarding the kinds of posts known to embroil Facebook in controversy about censorship, misinformation or free speech. (Photo by Olivier DOULIERY / AFP)

Usare l’Intelligenza Artificiale (AI) per formulare proiezioni a livello distrettuale di dove e con quale velocità il coronavirus si sta diffondendo. E’ l’esperimento che Facebook sta portando avanti in Austria in collaborazione con la Facoltà di Matematica e la Research Platform Data Science dell’Università di Vienna. L’annuncio è arrivato in occasione della celebrazione online dei cinque anni del Facebook AI Research (Fair) Lab di Parigi, fondato nel 2015.

“Dato che in alcuni luoghi si cominciano ad allentare le restrizioni e cambiano i regolamenti, queste previsioni locali – spiega Facebook – potrebbero aiutare le autorità e gli operatori sanitari a capire meglio come sta evolvendo la pandemia”. E, ad esempio, far prendere decisioni importanti come la destinazione di ventilatori, mascherine e domande di terapia intensiva in alcune zone in particolare. Per far questo, la piattaforma utilizza i dati pubblici sui casi confermati di Covid-19 condivisi dal governo austriaco per poi generare previsioni settimanali a 7 giorni e “costruire modelli adattabili e in grado di rispondere a rapidi cambiamenti in ogni determinata area”.

Le proiezioni vengono fornite ai partner dell’Università di Vienna, che usano le loro competenze in materia di sanità pubblica ed epidemiologia per analizzare le tendenze e condividere i risultati con i funzionari sanitari. L’iniziativa si basa sul lavoro di previsione localizzata di Covid-19 che Facebook ha già messo in campo a New York e nel New Jersey. In futuro, la società potrebbe valutare altre fonti di dati, come le mappe di mobilità del team Data for Good – già usate da istituzioni e università di tutto il mondo, Italia compresa – per vedere se aiutano a migliorare le prestazioni del modello.

ansa

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