Europa 2020, il Fondo sociale europeo risponde alla crisi

Il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi

Il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi: “risorsa importante per produrre coesione sociale” 

Entro il 2020 l’Europa dovrà raggiungere 5 obiettivi, individuati e sostenuti dalla Commissione Europea: il 75% delle persone di età compresa tra i 20 ed i 64 anni dovrà avere un lavoro; il 3% del PIL UE dovrà essere investito in R&S; i traguardi “20/20/20” in materia di clima/energia dovranno essere raggiunti; il tasso di abbandono scolastico dovrà essere inferiore al 10% e almeno il 40% dei giovani dovrà avere una laurea o un diploma; 20 milioni di persone in meno dovranno essere a rischio povertà. Obiettivi ambiziosi, che potranno essere raggiunti secondo la Commissione, attraverso una serie di iniziative faro, che vedranno il coinvolgimento delle istituzioni europee, degli stati membri, delle autorità locali e regionali.

Tra gli strumenti di coesione un ruolo attivo sarà rivestito dal Fondo sociale europeo (Fse) – protagonista anche del seminario tenutosi ieri a Roma sul “Il ruolo del Fondo sociale europeo nella politica di sviluppo delle Regioni e delle Province autonome italiane”, organizzato da Tecnostruttura – per favorire una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. Il Fondo però dovrà anche sapersi “rinnovare” per rispondere in maniera più efficiente ed efficace alle necessità imposte dalla crisi, favorendo la piena occupazione, la qualità del lavoro e l’inclusione sociale.

A sottolineare l’importante ruolo del Fondo Europeo il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi: “quelle del Fondo sociale europeo sono importantissime risorse che l’Europa mette a disposizione dei Paesi membri per produrre coesione sociale attraverso l’occupabilità delle persone, sostenendo anche la crescita che spesso si fonda sulla disponibilità del capitale umano”.

“Il fondo è stato utilizzato – ha sottolineato il ministro – anche per tutelare coloro che sono stati costretti all’inattività prodotta dalla crisi. E’ collegando le risorse del Fondo sociale europeo con gli ammortizzatori sociali che siamo riusciti a proteggere non solo il reddito ma anche a sostenere le professionalità”.

Maurizio Sacconi ha poi lanciato un appello ai rettori delle università italiane affinché – come previsto dal Collegato lavoro entrato in vigore a novembre scorso – i curricula dei laureati siano inseriti on-line, in modo da agevolarne l’ingresso nel mercato del lavoro e non ridurre le possibilità di inserimento lavorativo per i più giovani. “Una legge impone ai rettori di rendere noti i curricula dei laureati – ha sottolineato – inserendoli sul sito e trasmettendoli al portale di servizio istituzionale, Clic lavoro”.

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