Disabile, gli spengono sigarette addosso. Il giudice archivia il procedimento contro i compagni di scuola

bruciature di sigaretta

Disabile con bruciature di sigaretta “Il ragazzo non è in grado di testimoniare”, con queste motivazioni un giudice ha infranto i sogni di giustizia di una madre, Matilde, che da 20 anni alleva un figlio con difficoltà cognitive ed il cui unico sogno era quello di frequentare un istituto superiore di Vigna Murata, periferia di Roma.

In quella scuola però, da troppo tempo accadono cose assurde. Manuel è vittima di atti persecutori da parte di almeno due compagni che ogni giorno, gli spegnerebbero addosso sigarette.

Il referto dei medici che più volte hanno medicato le ferite del ragazzo parla chiaro: bruciature di sigaretta. L’ultima l’altro giorno. I suoi compagni di scuola, debbono aver infierito così tanto da avergli bruciato persino la tuta che indossava.

Se le ritrova dappertutto Manuel quelle bruciature, sul collo, in testa, sulle braccia e sulle gambe.

Una violenza scoperta dalla mamma del disabile che l’anno scorso decise di sporgere denuncia. Sarebbero stati incolpati due ragazzi in particolare che tuttavia hanno negato ogni cosa. Ed il giudice ha ritenuto di archiviare i procedimento perché Manuel non è in grado di testimoniare, tra l’altro il ragazzo, interrogato dalla madre, avrebbe più volte negato le violenze subite, forse per difendere i suoi aggressori, per farseli amici.

Matilde però non si arrende. Neppure di fronte alle parole della preside dell’istituto che ha assicurato che il ragazzo è seguito da due insegnanti di sostegno e che a scuola non accadrebbe nulla di così tremendo.

La mamma però continua a lottare per ottener giustizia.

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