Corsi online e Mooc: adesso diventano validi per il riconoscimento dei crediti formativi

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Corsi on line validi per il riconoscimento di CFUL’accordo stipulato da una Start Up tedesca con diversi docenti, anche italiani, delle Università. I Massive open online course (Mooc), sono diffusi soprattutto negli U.S.A., ma anche l’Unione Europea si prepara ad adottarli

 

I corsi online potrebbero ben presto sostituire quelli che si tengono nelle tradizionali aule d’Università. A Berlino, infatti, una StartUp dedicata ai Mooc (Massive open online course) ha raggiunto un accordo con alcuni docenti universitari: i ragazzi che seguiranno i loro corsi online potranno poi sostenere il tradizionale esame in sede e ottenere crediti formativi.

Iversity, questo il nome della società tedesca, proporrà nel prossimo semestre le lezioni del professor Stefano Mirti (Accademia Abadir di Catania), famoso designer italiano, quelli di Oliver Vornberger (Università di Osnabrück), esperto di e-learning e il corso di marketing del prof. Marc Oliver Opresnik (Università di Lubecca); tutti docenti che hanno promesso di accettare le candidature agli esami degli studenti che seguiranno il corso tramite il web.

Un fenomeno, quello dei Mooc, che in molti vedono come una minaccia all’insegnamento in aula, mentre sono guardati con speranza da chi vorrebbe l’allargamento dell’istruzione superiore e una diminuzione dei costi delle Università.

Intanto, però, i corsi online sono già una realtà negli Stati Uniti, dove portali come Coursera o edX, propongono migliaia di lezioni e registrano ogni giorno milioni di clic.

Per non essere da meno, poche settimane fa, quattro prestigiose Università cinesi, ovvero l’Università di Pechino, l’Università Tsinghua, l’Università Fudan e l’Università Jiaotong di Shanghai, hanno annunciato che molti dei loro corsi potranno essere seguiti attraverso i siti Mooc.

L’Unione Europea, da parte sua, non sta a guardare e ha recentemente annunciato di essere interessata alle Open Educational Resources, ma che per sviluppare una piattaforma europea per l’istruzione superiore online servirà ancora molto tempo.

Il futuro dell’istruzione universitaria si gioca sul web; chissà che un domani le vecchie aule gremite di studenti non diventino solo un ricordo?

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