Contro la crisi lavoro e istruzione saranno decisivi

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“Contro la crisi è necessaria una nuova politica formativa e industriale. Ecco perché lavoro e istruzione saranno decisivi” a parlare e Antonio Cocozza, docente presso l’Università  Roma Tre e Luiss Guido Carli.

“L’Italia è al 17esimo posto nella graduatoria del 27 paesi dell’Unione Europea – afferma Cocozza, lontano dal traguardo del programma Education and Training 2020; questo scenario rappresenta al contempo una sfida e un’opportunità non indifferente per il rilancio della concertazione di politiche attive del lavoro e della formazione, che dovrebbe essere basata su una chiara visione strategica del governo e da più serie ed efficaci politiche formative regionali e territoriali, sull’apporto significativo delle parti sociali, ma soprattutto sul contributo originale e innovativo del sistema di istruzione e di quello della formazione professionale”.

“In tale scenario – continua Cocozza – già fortemente differenziato a livello nazionale, questa prospettiva diventa un obiettivo irrinunciabile, perché le dinamiche del mercato del lavoro sono una vera e propria emergenza sociale”.

Di fronte a questa situazione di malessere potenzialmente esplosiva, è necessario che il futuro governo, ministri dell’Istruzione e del Lavoro, così come gli assessori regionali, intraprendano un percorso che permetta di sperimentare politiche integrate attivanti, che puntino a coinvolgere responsabilmente gli attori del sistema economico e sociale, le istituzioni educative e formative e gli stessi giovani e le famiglie.

Occorre, in ultimo, un riposizionamento della politica industriale, poiché per competere sul mercato globale il nostro Paese deve basarsi un modello medio-alto e basare l’attività produttiva su ricerca, innovazione e qualità del prodotto”.

Cocozza individua una serie di misure da seguire per il rilancio dell’istruzione e del lavoro: “In primis un’offerta formativa più mirata. In secondo luogo occorre una politica di orientamento allo studio e al lavoro che permetta un coinvolgimento consapevole e responsabile degli studenti e delle famiglie. È necessario, poi, l’obbligo di praticare stage e tirocini lavorativi nell’ambito di tutti i percorsi scolastici e universitari, con un ruolo più attivo delle università nell’attività di matching tra domanda e offerta di lavoro”.

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