CNSU, il parere degli studenti su Decreto Fondo Giovani e Mobilità

Si è riunito nella giornata di ieri il Consiglio Nazionale Studenti Universitari per esprimere parere obbligatorio in merito alla bozza di decreto ministeriale sugli indicatori e i criteri per la ripartizione del “fondo giovani” previsto all’interno del Fondo di Finanziamento Ordinario alle Università.

Il decreto, che consta in tutto di 4 articoli, promuove,  tramite finanziamenti specifici, le attività di internazionalizzazione degli atenei, le attività di tutoraggio per didattica integrativa, propedeutica e di recupero e fondi aggiuntivi per sostegno ed incentivo delle iscrizioni per i corsi di interesse nazionale e comunitario e per il sostegno delle lauree e carattere scientifico.

“Come Studenti Indipendenti – LINK riteniamo che, visto l’importo limitato di tale fondo, vi sia una sproporzione troppo marcata tra la percentuale di fondi destinati all’internazionalizzazione (75%) e quella destinata alle attività di supporto (15%) che invece sono fondamentali per il recupero degli studenti che trovano difficolta nel percorso di studi” – commenta al Corriere dell’Università Fabio Cacciapuoti, capogruppo Studenti Indipendenti – LINK all’interno del CNSU. 

“In tutti i parametri si trovano riferimenti ad indicatori di risultato in termini di CFU conseguiti dagli studenti facendo assumere a questo decreto un aspetto molto simile ad un ulteriore fondo premiale, distribuito alle università sulla base di risultati precedenti e non sulla base dell’effettivo fabbisogno dell’ateneo. Riteniamo inaccettabile escludere i fuoricorso sia dal computo della platea di studenti su cui calcolare il fondo per singolo ateneo sia dal calcolo del totale dei CFU conseguiti all’estero dagli studenti di una determinata università”.

“Riteniamo positiva la scelta di dedicare parte dei fondi alla valorizzazione delle lauree di tipo scientifico ed ingegneristico anche tramite sostegno economico agli iscritti a tali corsi ma denunciamo il rischio insito in tale scelta che se, non accompagnata da un effettivo rifinanziamento del diritto allo studio, rischia, ancor più in un periodo di crisi economica, di diventare un criterio preponderande nella scelta di un determinato corso, indipendente dalle naturali aspirazioni dell’individuo”. 

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