“Cari studenti, farò lezione se e quando avrò tempo”

-keep-calm-and-torno-subito-

“Di fatto nella prospettiva del Ministero dell’Università e della sua Agenzia di Valutazione, gli studenti costituiscono una variabile irrilevante del sistema universitario italiano e probabilmente un fastidio, che i docenti devono sbrigare nei ritagli di tempo”.

La lettera del professor Andrea Bellelli , ordinario di Biochimica all’Università di Roma La Sapienza, stretto tra riunioni accademiche, valutazione e obblighi istituzionali, si rivolge amaramente ai suoi ragazzi: “Cari studenti, farò lezione se è quando avrò tempo”.

“Uno dei guai di questo paese è il velleitarismo normativo – scrive Bellelli sul sul blog  – Si fanno norme giustissime, fondamentali per la vita civile del paese, ma non si stanziano i fondi necessari ad adempiere agli obblighi richiesti, anche mediante assunzioni di personale, e se ne accolla l’adempimento a lavoratori che avrebbero altri compiti”.

Ecco il pezzo integrale come apparso sul sito de Il Fatto Quotidiano:

 

 

Stamattina avrei dovuto tenere una lezione di Biochimica nel Corso di Laurea per Dietisti; avevo però una riunione del Collegio dei Direttori di Dipartimento e nessun collega poteva sostituirmi, così ho scambiato la lezione con un altro docente: se le altre riunioni accademiche (la successiva è oggi pomeriggio e la cadenza cresce costantemente) me lo permetteranno la recupererò dopodomani. Poiché da un docente universitario ci si aspetta che faccia lezione agli studenti, e ricerca scientifica, mi imbarazza spostare le lezioni e trascurare i miei studenti: come è possibile che non siano loro la mia prima priorità professionale?

C’erano due argomenti importanti all’Ordine del Giorno della riunione di questa mattina: venivano infatti presentati adempimenti previsti dalla normativa della sicurezza sul lavoro; ed adempimenti relativi alla valutazione delle attività dell’Ateneo (risparmio ai lettori i dettagli). Uno dei guai di questo paese è il velleitarismo normativo: si fanno norme giustissime, fondamentali per la vita civile del paese, ma non si stanziano i fondi necessari ad adempiere agli obblighi richiesti, anche mediante assunzioni di personale, e se ne accolla l’adempimento a lavoratori che avrebbero altri compiti. Io sono pienamente favorevole all’adozione di tutte le norme relative alla sicurezza dei luoghi di lavoro, che nell’università sono studi, laboratori, uffici, aule, etc. Ma personalmente sono un professore di Biochimica e di normativa capisco poco, di requisiti di sicurezza ancor meno. Ciononostante, in qualità di Direttore di un Dipartimento (di Scienze Biochimiche) la responsabilità sugli adempimenti per la sicurezza dei luoghi di lavoro è mia; ed infatti riceverò un corso di formazione, con tanto di esame conclusivo. Posso essere negligente sulle normative (penali) sulla sicurezza? Ovviamente no: queste sono un diritto dei lavoratori che operano nella struttura che io dirigo e dei suoi utenti (gli studenti), oltre che un obbligo del Direttore di Dipartimento. Pertanto, cari studenti, abbiate pazienza: mi occuperò delle lezioni se e quando ne avrò il tempo.

Almeno la valutazione dell’Ateneo avrà una priorità più bassa della lezione agli studenti? Ovvero, una volta adempiuti i miei obblighi per la sicurezza della struttura, potrò fare lezione? No, purtroppo no: le valutazioni sono richieste dal Ministero dell’Università per il tramite dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del’Università e della Ricerca (ANVUR) e sono necessarie per l’accreditamento dei corsi di Laurea; una di esse, chiamata VQR, concorre inoltre a determinare il Fondo di Finanziamento Ordinario dell’Ateneo, cioè i soldi necessari al mantenimento dei corsi. Se io dessi priorità alle lezioni agli studenti sulle valutazioni ministeriali, alla lunga finirei per causare la chiusura dei corsi di Laurea.

Peraltro il tempo richiesto dagli adempimenti richiesti per la valutazione è imprevedibile e non programmabile: è stato recentemente annunciato che la prossima VQR riguarderà il periodo 2011-2014 e ormai a breve distanza dalla chiusura del periodo di valutazione non si sa ancora quali e quanti prodotti della ricerca 2011-2014 ci saranno richiesti. Di fatto nella prospettiva del Ministero dell’Università e della sua Agenzia di Valutazione gli studenti costituiscono una variabile irrilevante del sistema universitario italiano e probabilmente un fastidio, che i docenti devono sbrigare nei ritagli di tempo. 

Per i motivi sopra espressi, ha ricevuto molte adesioni la proposta, formulata da due docenti del Corso di Laurea in Filosofia dell’Università Roma Tre di rifiutare la collaborazione con le richieste dell’ANVUR in materia di accreditamento dei Corsi di Laurea. Chissà come andrà a finire?

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

La migliore Università del Regno Unito? Cambridge batte Oxford per l'ennesima volta

Next Article

Sostegno alle giovani imprese: nasce la rete di sportelli di Unioncamere

Related Posts
Leggi di più

Giovani italiani divisi tra Neet e piccoli imprenditori: in entrambi i campi abbiamo il record europeo

Rilevazione di Confartigianato sulla situazione lavorativa dei giovani nel nostro Paese. Ci sono 123.321 imprese artigiane con a capo un under 35 ma il rovescio della medaglia è rappresentato dal 23% dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studia e non lavora. In Campania e in Calabria sono 1 su 3. "Le aziende fanno fatica a trovare lavoratori con competenze digitali e green".
Leggi di più

Erasmus+, un partecipante su tre trova lavoro all’estero dopo il tirocinio

I dati di un'indagine svolta dall’Agenzia nazionale Erasmus+ evidenziano come oltre il 30% dei partecipanti ai programmi di formazione fuori dai confini italiani alla fine del percorso siano riusciti ad inserirsi nel mondo del lavoro dei paesi ospitanti. Quest'anno sono già 457 i progetti di mobilità individuale ricevuti.
Leggi di più

Alternanza scuola-lavoro, in Puglia boom di infortuni per gli studenti: 4500 in un anno

Fanno ancora discutere i numeri dei progetti PTCO che dovrebbero garantire percorsi di formazione all'interno delle aziende per i ragazzi che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori. In Puglia le denunce di infortuni che hanno riguardato studenti nel 2019 sono state 4500, il 4,5% del totale nazionale. Intanto domani il presidente Mattarella incontrerà i genitori di Lorenzo Parelli, lo studente morto durante il suo ultimo giorno di stage.