“Botteghe scuola”: in Campania giovani contrattualizzati per imparare il mestiere

botteghe scuola

“Botteghe scuola” in Campania. A breve decine di giovani potranno imparare un mestiere sotto la guida di esperti artigiani.

L’Assessorato regionale al Lavoro campano insieme a Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cna, Confartigianato e Casartigiani, ha sottoscritto una legge regionale ed un accordo quadro che disciplinano l’iter formativo degli apprendisti. L’accordo prevede l’istituzione di “botteghe-scuola”, presso le quali i giovani potranno apprendere il mestiere, sotto la guida di mastri artigiani ed usufruendo di un regolare contratto di apprendistato.

Fino ad oggi, il principale problema dell’apprendistato artigiano era la mancanza di un’adeguata tutela del lavoratore, oltreché al livello particolarmente basso dei salari.

Per mezzo del Piano di Azione e Coesione, la Regione Campania ha stanziato 7,5 milioni di euro per gli inserimenti nelle botteghe e gli indennizzi dei giovani apprendisti e per garantire un’adeguata copertura finanziaria dell’attività dei formatori.

Requisiti necessari per poter accedere alle scuole è quello di avere tra i 18 e i 25 anni. L’apprendista avrà un contratto della durata massima di 3 anni, con il diritto alla sospensione per maternità, malattia o infortunio con una retribuzione che va dal 51% all’85%, in base all’anzianita’, del contratto nazionale di lavoro. L’insegnante-mastro artigiano deve essere iscritto all’albo delle imprese artigiane, avere una ditta da dieci anni, nonché la qualifica della Regione.

In tal modo si cerca di far tornare in auge un settore, quello dell’artigianato, che ha un’importanza cruciale per ciò che concerne il legame col territorio, nell’ambito di una più generica volontà di rilancio del made in Italy. Un altro elemento da considerare è l’importanza che stanno assumendo oggi tali professioni, a fronte della difficoltà del mercato lavorativo ad assorbire giovani usciti dalle università.

Positivo il commento sull’accordo dell’Assessore regionale al Lavoro Severino Nappi, che spiega: “Puntiamo cosi’ a rendere organico un percorso che era tutto affidato allo sforzo individuale al volontariato, e che con questo strumento diventa un trasferimento di competenze dal maestro artigiano alla bottega scuola. Si recupera anche – aggiunge Nappi –  una tradizione del nostro territorio che rischiava di andare perduta”.

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