Baricco: "La scuola andrebbe ripensata ispirandosi ai videogame"

Alessandro Baricco, intervenuto ieri al festival delle idee organizzato da La Repubblica ha provato a mostrare lo scollamento tra la realtà dei bambini, fatta di videogame, complessità metodologica e di contenuti, e la povertà degli insegnamenti loro dedicati nella scuola italiana.
“Ormai c’è una rottura tra il nostro modo di fare scuola e il mondo di fuori e in particolare tra il nostro modo di fare scuola e i ragazzi che vanno a scuola – ha affermato l’autore di Oceano mare – “I bambini di 8 anni giocano ai videogame, immaginano mondi  e li edificano ad una velocità mostruosa. La cosa che mi sconcerta e che io dico a mio figlio “Ok basta, adesso andiamo a fare i compiti. Vengo anche io con te”. Ci mettiamo a fare i compiti e io vedo: Ci sono 14 mele rosse moltiplicate per 7 mele rosse. Leggo un problema e ho immediata la percezione che il livello di complessità è piombato”.
“Ma cosa insegniamo e perché insegniamo questo? Ed è il modo giusto? – si domanda il fondatore della scuola Holden – “Oggi è abbastanza impressionante constatare il distacco che c’è tra le menti di questi ragazzini e ciò che insegnamo a scuola”.
Ancora parlando di suo figlio, Baricco aggiunge: “Alle elementari fanno anche inglese, qualcosetta di inglese. Faccio i compiti con lui. Lista di parole inglesi, molto semplici. A un certo punto c’è la parola “Play”, lui guarda la parola “Play” e dice “Non lo so”. Ora lui digita la parola Play di continuo, non saprei dire quante volte pigia sulla parola Play, ma quando quella parola si presenta in una lista di vocaboli dati a scuola lui non sa cosa significa. E quando io gli dico che Play-gioca, è la stessa parola dei videogiochi io vedo che gli si spalancano gli occhi e sento il rumore di due mondi che si scontrano. È la stessa cosa, lo stesso mondo, insegnato al mattino in un modo e al pomeriggio in un altro. Se non riusciamo a mescolare non ce la possiamo fare”.
Qui sotto il video integrale dell’intervento di Alessandro Baricco a RepIdee 2015:

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  1. Sono una 62enne che insegna da 37 anni nella scuola primaria (ex elementare).
    Se potessi vorrei porre la seguente semplicissima domanda a Baricco: non le sembra un’utopia pensare che una quasi bisnonna riesca a rivoluzionare totalmente il suo metodo d’insegnamento? Dove trova le risorse mentali, le energie, la memoria per riuscire nell’ardua impresa?
    Per concludere: i politici aprano la gabbia pensionistica impostaci dalla legge Fornero e facciano entrare giovani già formati in nuove strategie d’insegnamento.
    Solo così potremo avere una vera BUONA SCUOLA.

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