A Roma la prima occupazione dell’anno: è ufficialmente iniziato l’autunno caldo della scuola

Scatta la protesta al liceo “Pilo Albertelli” a Roma, in zona Termini Esquilino. Primo segnale nei giorni di insediamento del governo Meloni e subito dopo gli scontri alla Sapienza. “Ci muoviamo verso una grande mobilitazione di tutte le realtà il 18 novembre”.

Meloni chiama, gli studenti rispondono. Nonostante le temperature quasi estive è ufficialmente iniziato l’autunno caldo della scuola. Ieri gli studenti e le studentesse del liceo “Pilo Albertelli” a Roma, in zona Termini Esquilino, hanno dato vita alla prima occupazione in tutto il Paese. Un’occupazione che avviene nei giorni della fiducia parlamentare del nuovo governo targato Giorgia Meloni e subito dopo gli scontri alla polizia alla Sapienza durante un convegno organizzato da Azione Universitaria.

“Un Governo che si insedia con premesse pessime: Valditara, complice del taglio di 10 miliardi su scuola e università della Riforma Gelmini, come Ministro dell’Istruzione e l’aggiunta del concetto di “Merito” al Ministero sono punti di partenza sconcertanti – spiegano i ragazzi della Rete degli studenti Medi – Una retorica sui giovani, quella portata avanti in questi primi giorni da Governo e dalla Presidente del Consiglio Meloni, vuota e insopportabile. Verso le elezioni abbiamo presentato le ‘Cento proposte per la scuola pubblica’ e 136 candidati, tra Centrosinistra, Unione Popolare e Movimento 5 Stelle lo hanno sottoscritto, ma nessuno dei candidati e delle candidate della Coalizione di Centrodestra ha fatto lo stesso”.

“Il Governo Meloni sarà un Governo contro gli interessi delle studentesse e degli studenti. Per questo oggi siamo complici dell’Occupazione dell’Albertelli a Roma e invitiamo studenti e studentesse ad organizzarsi per mandare segnali che la scuola pubblica è pronta a difendersi contro chi vuole tagli, esclusione e elitarismo. Ci muoviamo verso una grande mobilitazione di tutte le realtà il 18 novembre. Nessun merito per questo Governo: Vogliamo tutto!” concludono gli studenti.

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