4 mila euro per una borsa di studio e posti letto triplicati: ecco gli obiettivi del PNRR per l’Università

La ministra Messa aveva anticipato a CorriereUniv di voler abbatteri i costi per gli studenti italiani: investimento di 1,5 miliardi di euro

L’aveva anticipato la ministra Messa proprio su CorriereUniv durante la sua ultima intervista: il Governo vuole raddoppiare borse di studio e il numero dei posti letto per gli studenti universitari in modo da colmare quel “gap” che da troppi anni ci tiene lontani dagli standard europei per quel che riguarda i costi legati al conseguimento della laurea. Oggi il Sole 24 Ore anticipa parte di questi interventi che saranno contenuti tutti all’interno del PNRR, sostenendo che sono pronti quasi 1,5 miliardi di euro per portare a termine questa operazione.

Quasi 1 miliardo per le residenze

L’investimento più importante sarà quello che riguarda le residenze universitarie: si punta, infatti, a passare dai 42 mila posti letti disponibili in tutta Italia a 120 mila nei prossimi 5 anni con un investimento complessivo che dovrebbe sfiorare i 900 milioni di euro. Questo perché soprattutto con l’avvento del Covid gli alloggi destinati agli studenti universitari sono addirittura diminuiti di mille unità (nel 2019 erano 43 mila). Per realizzare questa moltiplicazione l’intenzione è quella di affidarsi molto anche al settore privato con investimenti che favoriscano accordi e defiscalizzazione degli interventi.

Borse di studio più pesanti con 700 euro a testa

Stesso discorso per le borse di studio: dal 2015 al 2020 il loro numero è aumentato del 58% attestandosi a quota 223 mila, ma non basta. La ministra Messa proprio a CorriereUniv aveva detto che l’Italia è tra i Paesi europei ad avere i costi più elevati per la carriera universitaria. Ecco perché adesso l’obiettivo è quindi quello di portare le borse di studio almeno a 400 mila, aumentando ogni singolo “assegno” di 700 euro a testa in modo da raggiungere una media di 4000 mila euro a studenti per anno.

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