La ministra Messa a CorriereUniv: “Italia ha penalizzato i giovani. E’ il momento di rimediare. Studiare deve costare di meno”

Intervista esclusiva al nostro sito della ministra dell’Università e della Ricerca che annuncia importanti novità su borse di studio, Erasmus e riaperture.

Raddoppio dei posti letto nelle residenze universitarie, aumento (sia in termini economici che numerici) delle borse di studio e l’impegno a costruire un sistema che non penalizzi più il coinvolgimento dei giovani all’interno sia del mondo universitario che in quello del lavoro. Sono questi alcuni degli impegni che la ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, ha annunciato oggi pomeriggio in esclusiva al direttore di CorriereUniv, Mariano Berriola, in occasione del restyling del nostro sito che da oltre 20 anni si occupa di informazione universitaria, scuola e orientamento al lavoro.

Un’intervista quella della ministra Messa, trasmessa in diretta sulla nostra pagina Facebook, che ha toccato diversi temi del mondo universitario, della ricerca e del lavoro, partendo però da un’autocritica che deve essere al tempo stesso un’occasione di riscatto nei confronti dei giovani italiani, fino a questo momento penalizzati da un sistema che non è riuscito a valorizzarli al meglio.  “In questi anni tutto il nostro Paese ha dato poco spazio ai giovani. A cominciare dal sistema universitario che, a causa di un sottofinanziamento ormai storico, ha fatto fatica anche a farli entrare nei percorsi accademici – ha detto la ministra Messa -.  Penso anche al mondo delle nostre piccole e medie imprese che, ancora oggi, valuta poco lauree e dottorati e non ritiene necessario includere persone con una certa formazione. Adesso però è arrivato il momento di cambiare questa situazione. Abbiamo una straordinaria occasione per dare nuova forza ai giovani con i progetti legati alla transizione ecologica e alla digitalizzazione. È questo il loro momento e non possiamo permetterci di farcelo scappare”.

Raddoppiare le borse di studio

La ministra Messa ha annunciato anche di voler attuare un sistema di incentivi per abbattere i costi dello studio universitario in Italia e quindi avvicinare ancor di più i giovani al mondo accademico. “Oggi l’Italia è il Paese in Europa dove studiare all’università costa di più – ha detto la ministra – dobbiamo invertire questa tendenza. Per questo vogliamo prevedere più residenze per gli studenti in modo almeno da raddoppiare i posti letti di quelli attuali e a costi che devono essere più contenuti. E poi aumentando le borse di studio per i più meritevoli, che devono essere più numerose e anche più consistenti dal punto di vista economico. Credo che questi provvedimenti, assieme alla no tax area che porterò in Finanziaria, permettano di colmare almeno in parte questo gap creando un’agevolazione maggiore per gli studi, stimolando quindi gli studenti che però devono meritarselo”.

Impossibile riaprire atenei al 100%

Inevitabile anche chiarire gli aspetti legati alla riapertura delle università dopo lo stop legato alla Pandemia e l’emergenza Coronavirus. Così come per le scuole, la ministra Messa ha confermato che non ci potrà essere una riapertura totale. “Noi ci stiamo muovendo, così come il mondo della scuola, cercando di rispettare le linee guida del Cts. Questo vuol dire che anche le nostre aule non potranno essere piene al 100% ma gli atenei dovranno ancora fare ricorso alle forme miste, utilizzando lo streaming – precisa la ministra Messa – Il suggerimento è quello, per le zone gialle e arancioni, di ricominciare in presenza con le dovute precauzioni, lasciando però a tutti l’autonomia di decidere anche il confronto con le Regioni. Di sicuro credo che riusciremo ad aprire tutte quelle attività che comportano poco assembramento come i laboratori, lezioni a piccoli gruppi, biblioteche, aule studio, esami di laurea in presenza. In questo modo credo che il mondo dell’Università possa cominciare a ripartire.

Basta assegnisti di ricerca per 20 anni

Novità annunciate anche sul fronte della ricerca. Governo e Parlamento stanno mettendo a punto una riforma che abbia come unico obiettivo quello di rendere attrattivi i nostri sistemi di ricerca ed evitare agli stessi ricercatori di iniziare delle carriere infinite. “Quello che dobbiamo evitare è che si resti assegnisti di ricerca per 20 anni. Bisogna evitare assolutamente questo stillicidio”.

“Erasmus solo in Italia? Proposta stimolante”

Poi uno sguardo sull’università del futuro con gli atenei che “devono farsi trovare pronti ad erogare un tipo di formazione per intercettare i cambiamenti della società” e gli studenti che, perché no, potrebbero anche pensare a passare dei periodi di studio in università diverse anche in Italia. “Io credo che non solo i professori e ricercatori debbano muoversi ma anche gli studenti. Quello di un Erasmus tutto italiano è una proposta di grande stimolo. Certo va costruite in un modo coerente anche con il percorso di studio e quelli formativi, oltre che prevedere anche un aiuto per gli studenti che non possono affrontare una spesa ulteriore”.

L’Università non è solo una lezione da seguire

Infine, un messaggio per tutti gli studenti, soprattutto quelli che stanno per concludere il percorso di studio a scuola e si trovano davanti la difficile scelta del corso di laurea a cui iscriversi. “Io ho scelto di fare il medico fin da bambino. A 12 anni leggevo i libri di chirurgia. Sono quelle cose che ti vengono spontanee e ancora oggi non me ne pento, perché sono ancora innamorata della mia disciplina – ha concluso la ministra Messa – Quello che auguro a chi si sta per affacciare al mondo dell’università è quello di trovare il corso più opportuno sia per se stessi che per la società in cui si vive. E poi invito tutti a guardare all’università non solo come una lezione da dover seguire in aula e il libro da dover studiare a casa, ma di viverla nel campus, assieme agli altri studenti. È un momento di passaggio dall’essere protetto a quello in cui bisogna confrontarsi con il mondo. E bisogna viverlo al meglio”.    

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