35 borse di studio, ma solo per studenti lombardi

tirocini lombardia

borse di studio solo per lombardi Borse di studio si, ma solo per aspiranti tirocinanti che risiedono in Lombardia. La decisione è della commissione regionale cultura della Lombardia su intervento della Lega che ha emendato un progetto di legge. Le borse di studio sono 35 borse e sono ricavate dai risparmi derivanti dalla riduzione dei costi della politica in consiglio regionale.

L’emendamento ha mandato su tutte le furie il centrosinistra che ritiene che la legge, così come è stata riformulata, priva della capacità attrattiva la regione. Ma la Lega si difende: “Le borse erano poche e dovevamo dare priorità agli studenti lombardi”, con buona pace d tutti coloro che pur essendo dom

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Fiume Stella, scoperti 400 reperti di epoca romana

Next Article

Inglese all'asilo e wi-fi nelle classi: il decreto scuola adesso è legge

Related Posts
Leggi di più

Erasmus+, un partecipante su tre trova lavoro all’estero dopo il tirocinio

I dati di un'indagine svolta dall’Agenzia nazionale Erasmus+ evidenziano come oltre il 30% dei partecipanti ai programmi di formazione fuori dai confini italiani alla fine del percorso siano riusciti ad inserirsi nel mondo del lavoro dei paesi ospitanti. Quest'anno sono già 457 i progetti di mobilità individuale ricevuti.
Leggi di più

Alternanza scuola-lavoro, in Puglia boom di infortuni per gli studenti: 4500 in un anno

Fanno ancora discutere i numeri dei progetti PTCO che dovrebbero garantire percorsi di formazione all'interno delle aziende per i ragazzi che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori. In Puglia le denunce di infortuni che hanno riguardato studenti nel 2019 sono state 4500, il 4,5% del totale nazionale. Intanto domani il presidente Mattarella incontrerà i genitori di Lorenzo Parelli, lo studente morto durante il suo ultimo giorno di stage.
Leggi di più

Smart working, dopo giugno solo il 15% delle imprese permetterà il lavoro a distanza in una città diversa dalla sede aziendale

Secondo un'indagine dell'Associazione italiana per la direzione del personale quasi 9 aziende su 10 sono disponibili ad utilizzare il lavoro da remoto dopo la deadline del 30 giugno. Solo il 15% però è disposto a far lavorare gli smartworker nelle loro città di origine. Una scelta che potrebbe penalizzare soprattutto i laureati del sud.