Università di Padova, polemiche per i rincari alla mensa: “L’ennesimo attacco agli studenti”

Università di Padova

Per un pugno di dollari, o meglio, per qualche centesimo in più. Eppure la polemica è scoppiata all’Università di Padova, dove in Sindacato degli Studenti ha denunciato il rialzo dei prezzi alla mensa.

“Cosa vuoi che sia per qualche centesimo” dichiarava il Commissario Straordinario dell’ESU qualche mese fa, dopo la sua decisione di aumentare le tariffe della mensa, fortemente contrastata dai rappresentanti e dagli studenti stessi, durante le manifestazioni di dissenso contrassegnate da centinaia di post-it attaccati alle porte delle mense San Francesco e Piovego.

Dopo mesi di discussioni e di litigi in un organo commissariato da decenni, a maggio i rappresentanti degli studenti erano riusciti a salvaguardare perlomeno le “fasce più deboli”. Il virgolettato non è messo a caso, perché la fasciazione delle tariffe della ristorazione universitaria ha poco a che vedere con i requisiti di reddito, ma troppo con quelli di merito – denunciano gli studenti in un comunicato.

Prezzi dei pasti che, nello specifico, passano da 3 a 4 euro, da 3,30 a 4,40, da 4,20 a 5,20 e da 4,60 a 5,70 euro secondo le varie divisioni delle fasce.

“Macché caro mensa, nessun aumento del 10% delle tariffe per pastasciutte e bistecche, solo un impercettibile adeguamento Istat di 30 centesimi che non tocca le fasce deboli degli universitari.” annunciava indignato il Commissario Bordin dopo il nostro duro attacco dei mesi scorsi – continuano gli studenti.

“Di fatto ora l’aumento arriva al 13% e a pagare le conseguenze di anni di commissariamento e di scelte evidentemente sbagliate sono sempre gli studenti. Il Sig. Bordin ci aveva invitato “alla serietà, alla responsabilità e non alla strumentalizzazione”, ma alla luce dei fatti non possiamo fare a meno di chiederci per quale motivo questa decisione non sia stata condivisa in primis con i rappresentanti degli studenti, con i quali il Commissario ha sempre affermato di voler collaborare”.

“La nostra protesta nasce, oltre che dall’ennesimo attacco agli studenti, dalla mancanza di trasparenza che il Commissario si ostina a tenere nei confronti dei rappresentanti (e chissà, magari pure nei confronti dei dipendenti ESU) membri del Consiglio di Amministrazione, ai quali non viene data nemmeno visione del bilancio”.

“La situazione risulta ancor più tragicomica se pensiamo che un Consiglio di Amministrazione dell’ESU è stato fintamente convocato, ma per il 30 agosto: il decreto del nuovo aumento è datato 6 agosto e avrà decorrenza dal 1° settembre. Oggi più che mai la situazione di commissariamento dell’ESU ci appare dannosa ed insostenibile, sia per l’ente che per la popolazione universitaria stessa”.

“Avere un commissario unico che decide su tutto e tutti è inaccettabile e poco credibile . protestano gli studenti. Chiediamo, perciò, che Università e Regione si accordino immediatamente per ripristinare l’Ente nel suo pieno e legittimo funzionamento, per uscire da questa ormai assurda situazione di illegalità, e che vengano immediatamente ripristinate le tariffe vigenti prima degli aumenti, chiedendo alla Regione l’istituzione di ulteriori fasce, per salvaguardare i redditi più bassi”.

Siamo stanchi di sentir parlare di “tempi di crisi per l’ESU”  conclude il comunicato – (sicuramente sarà questa la giustificazione che verrà portata per tali aumenti); siamo consapevoli dei tagli ai finanziamenti da parte della Regione, che continuiamo a denunciare, ma crediamo anche che chi di dovere non sappia svolgere al meglio il proprio lavoro se non è in grado di sostentarsi eccetto che dalle tasche degli studenti.

Con la riapertura degli Atenei rimane alta l’attenzione sul tema delle mense universitarie. Proprio in questi giorni è partita la campagna “Student contro lo spreco”, per una sensibilità ambientale anche negli ambienti universitari.

RN

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