UNISA, la battaglia degli studenti per lo Statuto dei Diritti e dei Doveri

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Lo Statuto dei Diritti e dei Doveri degli Studenti e delle Studentesse è una carta approvata dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca nel maggio del 2007, che sancisce, inequivocabilmente i diritti di cui godono tutti gli studenti italiani. Ecco il racconto della battaglia portata avanti all’Università degli Studi di Salerno da parte dei ragazzi di Link

 

Link Fisciano, in occasione dell’assemblea della Commissione Statuto, che nel Maggio 2012 stava riscrivendo lo Statuto d’Ateneo dell’Università per l’adeguamento alla legge Gelmini, ha consegnato nelle mani del rettore una copia di questa Carta, riuscendo a far inserire nello Statuto un articolo di rimando, precisamente l’art.44 comma 8.

“Successivamente alla Commissione Statuto il nostro Senato Accademico non si è mai interessato alla cosa e siamo stati costretti a tirar fuori la questione raccogliendo più di mille firme tra gli studenti che hanno aderito, consci dell’importanza di questo strumento – scrivono gli studenti di Link Fisciano. Così nel maggio 2013 abbiamo presentato la richiesta agli organi collegiali corredata delle firme raccolte. Nonostante si richiedesse la sola ratifica da parte del Senato Accademico, il Consiglio degli Studenti ha  voluto esprimere il proprio parere sulla questione causando il protrarsi della discussione da maggio a ottobre, mese dell’ultimo incontro della commissione formata per la discussione e la modifica dello Statuto, da allora più nulla. Ci sono voluti quasi cinque mesi di pressione sul Consiglio degli Studenti, ma finalmente un passo avanti verso l’approvazione dello Statuto dei Diritti e dei Doveri degli Studenti e delle Studentesse è stato fatto. In data 28 Febbraio, il Consiglio ha deliberato il suo assenso nei confronti dello Statuto. (Quasi un anno dopo!)”.

“Fin dalle assemblee pubbliche della Commissione abbiamo ribadito l’importanza che uno strumento del genere può avere in un’Università dove gli spazi di democrazia sono sempre più risicati, dove la rappresentanza studentesca ha un peso fortemente ridimensionato” – raccontano gli studeni.

In numerose Università italiane  questa carta rappresenta l’unico strumento di tutela dei diritti degli studenti, spesso e volentieri vittime all’interno della comunità universitaria, di piccoli o grandi soprusi, oltre che di numerose irregolarità. Queste possono andare dalla non tempestiva comunicazione delle date di esame alle difficoltà e impossibilità di riunirsi in assemblea; dall’assegnazione di un voto alla prova d’esame, in base alla media delle altre prove sostenute all’obbligo di presentare il libro autenticato del corso, molte volte scritto dal professore che detiene la cattedra; dalla frequente e fastidiosa assenza dei docenti negli orari di ricevimento da loro indicati all’imposizione del “salto d’appello” all’atto del rifiuto del voto. Sono solo piccoli esempi di situazioni che possono capitare ad ognuno di noi e a cui non possiamo controbattere.

“Una comunità, per essere identificata come tale, deve essere determinata da diritti e doveri, gli stessi che all’Unisa non sono garantiti da nulla. Sentiamo la necessità di avere una carta a cui ogni universitario possa appellarsi, a cui ogni studente possa far riferimento nei piccoli intoppi della quotidianità del proprio corso di laurea. Viviamo sulla nostra pelle cosa significa essere intralciati, mortificati, sconfitti da logiche del sopruso siccome le difficoltà che affrontiamo ogni giorno non si limitano a queste, ma incalzano lo sconforto e la sfiducia verso quello che è l’Università, il centro del sapere e delle nuove generazioni pensanti. La nostra vuole essere un’esortazione a prendere atto delle infinite potenzialità di questo strumento, delle possibilità che può avere la comunità studentesca con il varare dello Statuto”.

“Denunciamo con forza l’immobilismo del Consiglio che ha bloccato la Carta in un limbo di commissioni, ritardi e mancate convocazioni, facendo passare un ulteriore semestre ed un’altra sessione d’esame dove le ingiustizie hanno continuato a dilagare senza la possibilità di appellarsi a nulla”.

“Ora non ci fermiamo – concludono gli studenti. La Carta deve essere ancora ratificata dal Senato Accademico e faremo di tutto per non farla finire in un buco nero burocratico. Rivendichiamo la sua approvazione immediata e battaglieremo nei corridoi e nelle aule della nostra Università fino a che questo non sarà avvenuto”.

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