CNSU, gli studenti non ci stanno: “Il ministro Giannini ha rifiutato il confronto”

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Consiglio Nazionale degli Studenti, si riparte. Ma è già subito polemica: “Il Ministro Giannini si è rifiutata di presidiare il primo incontro” – scrivono alla redazione del Corriere dell’Università i ragazzi di LINK – Coordinamento Universitario.

“Negli scorsi giorni si è tenuta la quinta seduta del CNSU per proseguire i lavori iniziati negli ultimi mesi. Abbiamo semplicemente preso atto del cambio di governo e dell’insediamento del nuovo ministro Stefania Giannini, non potendoci ancora confrontare con lei poiché ha rifiutato l’invito da parte del CNSU di presenziare alla seduta per aprire fin da subito un confronto su alcuni dei temi usciti su tutti gli organi di stampa. Chiediamo che al di là del primo periodo di insediamento convochi urgentemente un tavolo di confronto con il Consiglio in modo da ripartire sui temi impostati con lo scorso Ministro ed evitare ulteriori azioni di smantellamento e privatizzazione dell’università pubblica che vanno esclusivamente a danno degli studenti tutti”.

“Rimaniamo comunque soddisfatti per il consenso unanime da parte del CNSU verso lo Statuto degli Studenti e delle Studentesse in Stage da noi presentato in collaborazione con l’Unione degli Studenti – continuano gli studenti. Lo stesso, dopo essere stato discusso in commissione per la parte riguardante gli universitari, è stato inviato alla Consulta degli Studenti medi per procedere successivamente all’approvazione di un testo unico in maniera congiunta dai due organi. Questo per noi è un passaggio fondamentale, che permette sia di interagire efficacemente con l’altro organo studentesco e di dare dignità e diritti a tutti gli studenti e le studentesse che affrontano un percorso particolare quale lo stage tanto alle scuole superiori quanto all’università”.

“Per ultimo abbiamo presentato la prima bozza di riforma del CNSU, da noi portata avanti come primo obiettivo della candidatura, essendo ancora convinti che il CNSU debba essere maggiormente rappresentativo e maggiormente efficace sull’indirizzare i decreti riguardanti l’università. Proprio su questi due punti si è trovato consenso nel gruppo di lavoro e proseguiremo nell’intento già dalle prossime sedute chiedendo la rappresentanza per ogni ateneo pubblico e audizioni obbligatorie dei membri del Consiglio nelle commissioni ministeriali e parlamentari”.

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