Una laurea dagli occhi a mandorla

giappone.jpgNei prossimi anni per uno studente straniero frequentare un corso universitario nel Paese del Sol Levante sarà più facile. Non solo: ci saranno anche concrete possibilità di restare a lavorare sul posto, grazie a una serie di misure pensate ad hoc. Il Giappone, a “caccia” di nuove leve provenienti dall’estero, vara un ambizioso piano governativo da realizzare entro il 2020 che punta a portare nell’arcipelago circa 300.000 studenti stranieri, contro gli attuali 120.000.
Il progetto è stato presentato oggi a Tokyo dai rappresentanti dei sei ministeri coinvolti nell’iniziativa (Istruzione, Cultura, Sport, Scienza, Esteri e Giustizia), che hanno anticipato le linee-guida in base a cui saranno formulate le misure da inserire nella legge finanziaria del prossimo anno. L’obiettivo è varare una serie di facilitazioni, sia economiche sia normative, per incrementare non solo la presenza di giovani studenti stranieri nel Paese, ma anche il loro inserimento sul mercato del lavoro nipponico.
Tra le misure attualmente allo studio, lo snellimento delle procedure burocratiche necessarie per l’arrivo in Giappone e per il rinnovo dei permessi di soggiorno, coinvolgendo attivamente anche la rete diplomatica internazionale. Il governo prevede inoltre di selezionare circa 30 università, cui sarà chiesto di accettare un elevato numero di studenti stranieri e di organizzare corsi in lingua inglese per facilitare il loro inserimento.
Il piano si propone inoltre di fornire assistenza pratica anche al di fuori dell’ambito scolastico, con procedure più semplici per trovare alloggio e una stretta collaborazione con le imprese per incentivare la permanenza dei ragazzi in Giappone anche dopo il completamento degli studi.
Manuel Massimo

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  1. Una notizia che trova associazione con la recente pianificazione voluta dal governo per l’approvazione di nuovi inserimenti lavorativi per stranieri sul mercato giapponese.
    La recente stagnazione economica in corso dal 2007 sta portando il Governo a riflettere una serie di politiche di apertura tali da potenziare l’appetibilità del Giappone quale terreno di studio e ricerca per giovani universitari, spronati poi a rimanere all’estero per avviare anche attività imprenditoriali e di mediazione con la madrepatria.
    Tale quadro appare più funzionale e concreto se rapportato alla recente riforma del diritto societario che rende più indipendente e concretizzabile l’attività di giovani imprenditori stranieri interessati ad avviare il loro progetto di business in Giappone
    per maggiori info leggere anche https://thoughtfromasia.blogspot.com/2008/06/pi-posti-di-lavoro-in-giappone-aumenta.html sulla riforma del lavoro e l’apertura alla manodopera straniera
    Paolo Cacciato
    Asian Studies Group
    Associazione di Promoziona Sociale
    specializzata nella formazione sull’east asia
    https://asianstudiesgroup.blogspot.com

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