“Un settore che resiste alla crisi”: Mangatar, la start-up nata da un videogame, oggi, sul mercato mondiale

Mangatar, il gioco che ha le carte giuste per vincere sul mercato mondiale. “Si tratta di un settore che non conosce crisi”. Ecco cosa ci ha raccontato il founder della start-up.

 

mangatar
I fondatori della start-up Mangatar raccontano a Corriere Università Job il segreto del loro successo

 

Quarantamila utenti, un buon giro di affari e numerosi premi all’attivo: è il risultato stupefacente della start up made in Italy “Mangatar”. Un’impresa realizzata da cinque soci under 30, che lavorano a tempo pieno al progetto: Alfredo, illustratore manga, Andrea, CEO e web designer, Enrico, CTO e web developer, Michele, mobile developer e Raffaele, co-founder della start up, che ci ha detto: “c’era chi non capiva la volontà di non voler fare il classico percorso da dipendente”. E invece, ha funzionato. “La scena dei videogiochi nel nostro Paese è abbastanza giovane, ci sono molte start-up emergenti ma nessuna che lavori su un prodotto come il nostro”.

 

Cos’è Mangatar?

 

E’ un gioco di carte. Ogni utente può creare i personaggi del proprio deck -il mazzo di gioco- e sfidare altri giocatori da tutto il mondo. Le dengen cards sono delle carte con poteri speciali da abbinare ai propri personaggi. Iil giocatore non è costretto a seguire una trama di gioco preimpostata dal sistema, ma è lui stesso a creare sempre una nuova saga. Così come crea il suo stesso protagonista. La versione attualmente online ha un generatore di personaggi che permette di avere un numero di combinazioni praticamente infinito. Stiamo però lavorando ad una nuova versione dove ci saranno grossi cambiamenti.

 

Quarantamila utenti, un pubblico nazionale e internazionale. Come avete fatto?

Sono tutti utenti arrivati in maniera spontanea, tramite il passaparola, visto che non abbiamo ancora iniziato con il marketing. In questo momento penso che siano attirati soprattutto dall’ampia libertà che offre il sistema e dalle tantissime funzionalità social che permettono una forte interazione tra i giocatori. Il mercato dei social game è un mercato globale e, infatti, i nostri utenti arrivano da tutto il mondo. Le principali nazioni di provenienza sono Brasile, Francia, Indonesia, Spagna, Italia, etc…

 

Se Mangatar fosse nato in un altro Paese, avrebbe avuto una vita più facile?

Ultimamente si esagera un po’ su questo argomento. Sicuramente ci sono nazioni dove fare startup, in questo momento storico, è più facile(penso agli USA, Germania, Israele). Da qui a dire che avremmo avuto più successo non saprei. Forse alcuni passaggi sarebbero stati più brevi e più semplici.

 

Giovani e dipendenza dal gioco virtuale. Cosa ne pensi?

Non siamo a conoscenza di questi casi tra i nostri utenti. La questione non è semplice. Ogni tanto si tirano fuori dipendenze da videogiochi, da internet e da altre tecnologie. Demonizzare sicuramente non aiuta. Bisognerebbe, piuttosto, andare ad analizzare questi casi e capire come si è arrivati ad avere questa dipendenza. Spesso quando ci sono abusi di questi prodotti ci sono motivazioni alla base molto complesse ed è importante contestualizzare.

 

Limiti e pregi dei social games.

I social games hanno il grande vantaggio di attrarre una fetta di pubblico enorme che comprende, oltre agli hardcore gamers, anche i casual gamers, che giocano di rado. Alla base, ci sono meccaniche di gioco e trame di fondo molto semplici e ripetitive. Questo li rende molto “addictive”. I limiti sono quasi sempre conseguenze dei suddetti pregi. Trame semplici e presenza dei casual gamers significa, spesso, che i giocatori abbandonano più facilmente il gioco, in cerca di qualcosa di nuovo.

Costi, profitti e tempi per fare nascere questa start up.

Ci lavoriamo da più di un anno e mezzo, anche se abbiamo fatto pivot un paio di volte, prima di arrivare all’idea definitiva. Il costo è difficile da quantificare visto che si devono considerare sia i costi “fisici” che quelli relativi al nostro lavoro (ovviamente non retribuito. Abbiamo fatto un primo investimento iniziale come singoli soci (il cosiddetto bootstrapping), poi abbiamo chiesto l’aiuto degli FFF(friends, family and fools) e, da poco, abbiamo chiuso un seed round. Siamo un’azienda, e come tale dobbiamo avere dei profitti. Il nostro sistema è freemium, gli utenti si iscrivono e giocano gratuitamente e poi possono pagare per avere delle funzionalità premium a pagamento. Possono inoltre acquistare dei beni virtuali come carte, oggetti, potenziamenti, armi, ecc.

 

Gli appassionati di videogames hanno paura della crisi ?

Il mercato dei videogiochi non sta risentendo per nulla della crisi. E’ in crescita costante e non accenna per niente a fermarsi!

 

Le sfide future per Mangatar?

Stiamo completando la nuova versione che sarà online a brevissimo. Ci saranno importanti novità sia dal punto di vista grafico che come meccaniche di gioco. Poi gli step successivi saranno l’arrivo su piattaforme mobili (iOS e Android) e su Facebook.

 

Siete saliti sul podio allo Start Cup Campania, avete vinto la Wind business factor competition, il premio best practises. Avete partecipato anche ad una competition internazionale come l’European Startup contest. Come ci si immette sul mercato internazionale?

Se non hai un prodotto che funziona non ci sono strategie che reggano. Poi, a questo devi abbinare un buon modo di comunicarlo. E questo lo ottieni solo con l’esperienza. Ormai da più di un anno facciamo pitch in giro per l’Italia (e non solo) e ormai la nostra presentazione è ben rodata.

Angela Zurzolo

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