Udu e Studenti medi: “La violenza sulle donne si combatte a scuola”

violenza sulle donne

“L’unico modo per combattere le violenze sulle donne è costruire un modello culturale nuovo partendo da scuola e università”. Con queste parole L’Unione degli Universitari e la Rete degli studenti medi hanno lanciato la loro campagna d’opinione “Anche questa è violenza”.

Al centro dell’iniziativa la convinzione che la violenza sulle donne non si limita ai casi di femminicidio, ma è il risultato di comportamenti diffusi e di pratiche quotidiane: insomma di “modelli educativi sbagliati”.

Per questo oggi, nella Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne, l’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti lanciano una campagna che serva a raccogliere esperienze ed opinioni sul tema e a proporre cambiamenti concreti, a partire dalla revisione dei programmi scolastici.

Sul comunicato diramato dall’Udu, infatti, si legge: “La violenza sulle donne si può combattere a partire dall’educazione, dalla scuola e dall’università, con azioni culturali e politiche. Puntando sulla forza e non sulla debolezza delle donne”.

Mentre Daniele Lanni, Portavoce della Rete degli studenti medi, ha dichiarato: “Ci fanno studiare un mondo gestito da uomini, le donne che hanno fatto la storia è come se non esistessero, noi, invece, pretendiamo di conoscerle perché anche questa è violenza!”.

Sulle rivendicazioni della mobilitazione che oggi coinvolge migliaia di uomini e donne in decine di piazze italiane si è poi espressa Greta Chinellato, dell’Unione degli Universitari: “In Italia la violenza sulle donne ha raggiunto percentuali allarmanti. Violenza sulle donne non è solo femminicidio, la punta dell’iceberg di un modello culturale sbagliato. Violenza sulle donne è anche un mondo in cui non ci fanno abortire e non ci fanno essere madri, è un mondo in cui a parità di lavoro guadagniamo di meno”.

E al coro delle associazioni studentesche si è aggiunta anche il Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza che ha dichiarato: “Il vero cambiamento culturale non passa solo per la sacrosanta denuncia degli episodi di violenza, ma per un riconoscimento concreto del contributo delle donne nella società a tutti i livelli, nel mondo dell’università e della ricerca, nella pubblica amministrazione e nell’impresa. Su questi temi dobbiamo essere costantemente impegnati, per far sì che il contrasto alla violenza contro le donne ci accompagni tutti i giorni”.

Sulla stessa linea anche il Presidente della Camera Laura Boldrini che ha ricordato quanto gli atti di violenza subiti dalle donne si trasformino anche in una spesa per lo Stato: 17 miliardi per assistenza medica, psicologica, giudiziaria, legale, mancato lavoro, etc. E ha sottolineato l’importanza dell’educazione dei più giovani sul rispetto e il riconosciemento del femminile.

“Occorre agire con urgenza educando gli adolescenti al rispetto e all’amore verso l’altro. Per troppi anni la scuola non se ne è  occupata adeguatamente – ha dichiarato Laura Boldrini – Occorre riprendersi la responsabilità educativa, che si concretizza con atti e scelte coerenti con lo spirito costituzionale. Occorre che i pedagogisti e gli educatori entrino nelle aule ad aiutare la scuola nei suoi compiti educativi con centri di consulenza pedagogica per la famiglia”.

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