Toscana, Veneto, Puglia: crollano le borse di studio. "Ecco gli effetti del nuovo ISEE"

Arrivano nuovi dati drammatici dati sugli idonei ai servizi del diritto allo studio. Sono infatti pubblicati i dati degli idonei alle borse di studio per la regione Toscana relativi ai tre atenei principali. I risultati non sono confortanti: rispetto al 2014/15 le domande di borsa di studio sono crollate di 1349 unità a Firenze di 990 a Siena e addirittura di più di 1800 a Pisa.

In Veneto certamente non va meglio. “Non abbiamo i dati relativi agli idonei o al numero di domande per la borsa di studio  ma a parlare bastano i dati relativi agli idonei alle residenze universitarie – commentano al Corriere dell’Università gli studenti di LINK. Gli idonei erano 1332 nel 2014/15  e si sono ridotti alle sole 880 unità quest’anno con una flessione negativa di ben – 39%”.

A questi dati si aggiungono quelli della Puglia, dove si registra un calo di domande del 30%  a Bari, e del 23 % a Lecce per un totale di rispettivamente 1750 e 499 studenti richiedenti in meno. Arrivano i primi dati anche da Statale e Bicocca, a Milano, relativi ai posti alloggio che parlano di una riduzione del 14,5% delle domande di riconferma di posto alloggio.

“Sul Lazio la situazione è critica per più di 11000 richiedenti” – continuano da LINK. L’Inps, infatti, non ha ancora calcolato l’Isee per molti studenti, che resteranno nell’incertezza fino all’uscita definitiva delle graduatorie.

“Non possiamo stare a guardare – afferma Alberto Campailla, portavoce di LINK – Coordinamento Universitario – di fronte a questo attacco al Diritto allo studio. Per questo con moltissimi studenti ci siamo mobilitati tramite la campagna #iononrinuncio, che ha lanciato una petizione che ha superato le 3.000 firme in appena dieci giorni. Ci siamo mobilitati tramite un partecipatissimo tweetmob diretto al Ministro Giannini e al premier Renzi in cui si pretende una presa di responsabilità rispetto all’esclusione di moltissimi studenti dalla possibilità di accedere all’università.”

“Chiediamo con forza l’abolizione del parametro dell’Ispe – continua Campailla – poichè la valutazione del patrimonio immobiliare è già compreso nel calcolo dell’Isee chiediamo inoltre una sanatoria per coloro che quest’anno si trovano esclusi dalla possibilità di accede alla borsa di studio o alla casa dello studente a causa del vertiginoso aumento dell’Ispe.

La mobilitazione, intanto, continua: “Abbiamo in programma una serie di assemblee ed iniziative in molti atenei. A Pisa e Milano Bicocca proprio ieri si sono svolte le prime assemblee, mentre a Roma si terrà un’assemblea presso gli uffici centrali della Laziodisu venerdì 18. Continueremo a portare con forza le nostre rivendicazioni  – conclude il portavoce di LINK – verso la data del 9 ottobre in cui saremo in piazza assieme agli studenti medi per rivendicare il diritto all’accesso ai luoghi della formazione.”

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