Test truccati, patteggiamenti a Bari

Il gup del tribunale di Bari Marco Guida ha ratificato 33 patteggiamenti nell’ambito del procedimento sui presunti test d’ingresso truccati nel 2007 alle facoltà a numero chiuso di medicina e odontoiatria delle Università di Bari, Foggia, Ancona e Chieti. Tra coloro che hanno scelto di concordare la pena, il 69enne Marcantonio Pollice, biologo ed ex docente di liceo in pensione, considerato dal pm titolare del fascicolo, Francesca Romana Pirrelli, la mente dell’organizzazione criminale.

Pollice ha patteggiato la pena ad un anno e otto mesi di reclusione per i reati di truffa e peculato. Gli stessi reati contestati a suo figlio odontoiatra, Giulio, e a sua moglie Paola Favaretto, che hanno patteggiato un anno e due mesi. Per il solo reato di associazione per delinquere, i tre saranno, inoltre, processati con rito abbreviato a partire dal prossimo 19 gennaio insieme ad altre sette persone. Gli altri 30 imputati per i quali sono stati ratificati i patteggiamenti sono studenti e genitori a vario titolo coinvolti nell’indagine. Nei loro confronti la pena concordata di quattro mesi è stata convertita in pena pecuniaria pari a 5.000 euro.

Secondo l’accusa Pollice con la moglie, il figlio e altri quattro professionisti – il ginecologo Giuseppe Varcaccio, il professor Maurizio Procaccini, direttore della cattedra di odontoiatria ad Ancona, il tecnico informatico Francesco Avellis ed Emanuele Valenzano, padre di uno dei candidati – avrebbero allestito per i test del 4 e 5 settembre 2007 due centrali operative da cui partivano via sms le risposte ai quesiti ministeriali. I genitori sarebbero stati direttamente coinvolti nella truffa in qualità di intermediari con le centrali operative. Gli altri 86 imputati saranno giudicati a partire dal 23 febbraio 2012 dalla prima sezione del tribunale di Bari.
Fonte: Ansa

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

La Solidarietà è Ascolto

Next Article

Youth opportunities per i giovani europei

Related Posts
Leggi di più

Green pass Day, regole controlli e eccezioni

Per i dipendenti che non hanno esibito la certificazione verde all’ingresso del luogo di lavoro è scattata da subito l’assenza ingiustificata e la sospensione dello stipendio, senza perdere il loro rapporto di lavoro, fino all’esibizione del Green pass.