Tasse universitarie fuori controllo: il Consiglio di Stato condanna l'Università di Pavia a risarcire 8 mln di euro

PAVIA, ITALY – JANUARY 05: A general view of the university of Pavia on January 5, 2012 in Pavia, Italy. Pavia is a town of the Lombardy region, northern Italy. The university of Pavia is renowned as one of the oldest universities in Europe, founded in 1361. (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Tasse universitarie: il Consiglio di Stato condanna l’Università di Pavia a risarcire 8 milioni di euro agli studenti. “Superato il limite di tassazione del 20% rispetto al FFO”, ma a rischio ci sarebbero decine di atenei nostrani.
Una sentenza storica, che potrebbe avere immediate reazioni politiche: così commentano la vittoria ottenuta presso il Consiglio di Stato, gli studenti dell’Udu che, dal 2010, si battono per ottenere il rimborso delle tasse illegittimamente pretese (e pagate) dall’Ateneo di Pavia.
“La sentenza del Consiglio di Stato risulta di fondamentale impatto politico – afferma Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli universitari – Questa infatti, determina, dal 2012 ad oggi, una situazione di potenziale illegalità per la maggior parte degli atenei italiani, ovvero tutti quelli che, senza lo scorporo totale delle tasse pagate dagli studenti fuoricorso, non avrebbero rispettato il vincolo del rapporto massimo del 20% tra il gettito della tassazione studentesca e quanto ricevuto dallo stato come Fondo di Finanziamento Ordinario”.
La vicenda inizia nel 2010, quando i ragazzi dell’Udu di Pavia si accorgono che l’importo delle tasse versate dagli studenti supera il 20% del totale degli introiti ottenuti dall’Ateneo tra tassazione e Fondo di Finanziamento Ordinario corrisposto dallo Stato. Di qui la richiesta di risarcimento per 1,7 milioni di euro, accolta dal Tar della Lombardia nello stesso anno. A questo punto, l’Università di Pavia fa ricorso in Consiglio di Stato e nel 2012, la spending review varata dal Governo Monti, per sciogliere la situazione, consente all’Ateneo lombardo di scorporare dal conteggio il gettito proveniente dagli studenti fuori corso. Nel frattempo i ragazzi dell’Udu continuano i loro ricorsi, chiedendo rimborsi anche per gli a.a. 2011 e 2012.
Oggi la sentenza del Consiglio di Stato che specifica come “lo scorporo della tassazione dei fuoricorso, deve essere effettuato secondo le modalità dettate da specifici decreti ministeriali, che dovrebbero conseguentemente essere recepiti dai regolamenti tasse di ogni ateneo”. Specifici decreti ministeriali che, però, non sono mai stati emanati e che, dunque, rendono illegittimo lo sforamento del limite del 20% di finanziamento ottenuto tramite il gettito proveniente dalle tasse universitarie.

“Questo ci permette di intervenire da un punto di vista legale, come già fatto su Pavia, su un elevato numero di atenei, portandoli a risarcire gli studenti italiani per milioni e milioni di euro – continua Dionisio – Basti pensare che, solo per il 2012, l’ateneo di Pavia dovrà restituire agli studenti oltre 4 milioni di euro, ai quali vanno sommate le cifre relative ai due anni precedenti (oltre che le spese processuali e gli interessi, ndr), per un totale di 8 milioni di euro. Il fatto che si stia parlando di una somma così ingente, soprattutto per un ateneo di medie dimensioni come quello pavese, lascia facilmente comprendere come la situazione di sotto finanziamento statale delle università, abbia inciso in modo spropositato sulle tasche degli studenti”.

“L’Unione degli Universitari da anni chiede una riforma radicale, attraverso la creazione di un sistema unico nazionale, che vada ad eliminare le enormi differenziazioni tra gli atenei e che sia in grado di alleggerire il peso complessivo delle tasse sugli studenti – conclude il coordinatore Udu – Ora che il Primo Ministro Renzi ha dichiarato di voler lavorare sul tema, chiediamo che sia intrapreso un dialogo con noi studenti, che da anni ci battiamo su questo tema, e che, attraverso la magistratura, abbiamo dimostrato di avere ragione”.

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