Tar di Palermo: nei test di Medicina “Violato l’anonimato”. A rischio l’esito delle prove in tutte le Università italiane

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Test di Medicina: a rischio i risultati in tutti gli Atenei italiani. Una decisione che potrebbe cambiare le sorti di migliaia di studenti italiani e gettare nel caos le Università del nostro Paese. Il Tar di Palermo, infatti, ha accolto il ricorso presentato da sei studenti che avevano svolto il test d’ingresso a Medicina lo scorso 9 settembre. Secondo il Tribunale amministrativo regionale, durante i test vi è stato “violato l’anonimato”. Per questa ragione il Tar ha decretato l’invalidità dei test e ha ordinato che si “proceda in via definitiva all’ammissione, anche in soprannumero, degli stessi ricorrenti al corso di laurea per l’anno accademico 2013/2014”.

Una decisione che potrebbe avere ripercussione a livello nazionale: i magistrati palermitani, infatti, hanno bocciato la procedura di identificazione dei candidati imposta dal Ministero dell’Istruzione.

“Risulta che i candidati hanno dovuto compilare la scheda anagrafica prima dello svolgimento dei test e l’hanno tenuta esposta sul banco accanto al documento di riconoscimento – si legge nel verbale del Tar – queste modalità hanno consentito la conoscenza del codice identificativo abbinato a ciascun candidato prima della compilazione dei questionari, con conseguente rilevante violazione del principio dell’anonimato e possibilità, quanto meno in astratto, dell’alterazione dei risultati della prova”. Questa la motivazione che, secondo il Tar consente di “dichiarare invalide le prove”.

Tuttavia la modalità di identificazione attuata dalla commissione palermitana era la stessa seguita da tutte le commissioni italiane: era stato lo stesso Daniele Livon, dirigente generale al Miur, a stabilire la procedura nelle Linee guida per lo svolgimento delle prove.

Per annullare i risultati dei test, infatti, i Tribunali Regionali non necessitano di una evidente violazione dell’anonimato; è sufficiente che questa possibilità sia presente anche solo in astratto. Una decisione presa dall’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, la Cassazione in materia amministrativa, il 20 novembre 2013, attestando la nullità dei test tenuti all’Ateneo di Messina dal 2001 al 2010.

A rischio, quindi, potrebbero essere le prove di tutti i 75 mila studenti che hanno partecipato ai test lo scorso settembre che verrebbero rimesse in discussione qualora la sentenza del Tar di Palermo divenisse un precedente significativo nei ricorsi presentati da oltre 3.000 studenti in tutta Italia.

“Questa ennesima pronuncia, la prima di quella che si annuncia una serie, mostra che il numero chiuso non funziona e va eliminato”, affermano Michele Bonetti e Santi Delia, i legali dell’Udu (Unione degli studenti Universitari) che hanno presentato alcuni dei ricorsi dei candidati ai test di Medicina.

Ora, per valutare l’entità della sentenza, bisognerà attendere le decisioni degli altri Tribunali Amministrativi Regionali. Starà poi nuovamente al Miur trovare una soluzione al problema che intanto lascia nell’incertezza migliaia di aspiranti medici.

 

 

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