Tamponi a scuola, dal Governo arriveranno 92 milioni di euro ma i presidi attaccano ancora: “Le Asl non sono in grado di tracciare i contagi in classe”

Continua lo scontro tra il Ministero dell’Istruzione e i dirigenti scolastici ormai stremati dall’enorme carico di lavoro dovuto alla gestione dei casi Covid all’interno dei loro istituti. La sottosegretaria Barbara Floridia promette procedure più snelle e nuove risorse per far fronte all’emergenza. Giannelli (Anp): “Presidi ormai allo stremo”.

Procedure più snelle e 92 milioni di euro per i tamponi destinati alle scuole. È quanto il ministero dell’Istruzione starebbe per mettere in campo in modo da rispondere all’emergenza Covid all’interno delle scuole. “Le problematiche sono enormi, perché le Asl non riescono ad effettuare i tamponi per  tempo” ha ribadito oggi il presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp), Antonello Giannelli, intervenuto oggi in diretta a “Storie Italiane” su Rai1 assieme alla sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia. “Conosco le criticità che stanno attraversando le scuole – ha detto l’esponente del MoVimento 5 Stelle – Ci siamo mossi stanziando 92 milioni solo per i tamponi e destinati alle scuole di primo e secondo grado in modo da creare un canale veloce”.

“Avevamo chiesto di estendere la rete di testing magari reclutando le parafarmacie. Molte Asl comunicano alle scuole che non sono in grado di fare il tampone 0, che di fatto avviene dopo 3-4 giorni o non avviene proprio. Quindi la classe va in didattica a distanza- ha aggiunto Giannelli- le Asl non hanno abbastanza risorse umane. Abbiamo un problema di carenza di sanità territoriale da sempre, che si sta però rivelando in questo momento. Doveva essere assunto un organico Covid anche per le Asl”. Giannelli ha anche parlato delle difficoltà che stanno gestendo i dirigenti scolastici, perché “in continuazione arrivano le segnalazioni di esiti positivi, e bisogna subito riaggiornare l’organizzazione scolastica. I nostri presidi lavorando dalle 6 di mattina a mezzanotte“.

Intanto all’interno del Governo si amplia sempre di più la platea di chi chiede di semplificare le procedure per la gestione dei casi Covid a scuola. “Snellire sicuramente il tracciamento e ridimensionare la quarantena, soprattutto per i più piccoli – ha ribadito il sottosegretario all’Istruzione Barbara Floridia – Nelle regole per la scuola non ho appoggiato la differenza tra vaccinati e non vaccinato perché tra ragazzi si crea discriminazione e perciò non voglio che venga applicata ai bambini. Pensiamo, invece a ridurre i dieci giorni che sono troppi, in modo tale che tutti possano tornare insieme. Stiamo parlando con il ministero della Salute in modo tale da potere ridurre questi giorni” ha concluso.

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