Studenti Udu: diritto allo studio negato

Le associazioni studentesche UdU Parma, UdU Forlì, UdU Ferrara, Unione Universitaria Modena e Sindacato degli Universitari Bologna con gli studenti italiani ed extracomunitari di tutta la regione hanno manifestato davanti alle sedi Er.Go di tutta la regione contro la decisione discriminatoria dell’Ente regionale per il diritto allo studio di tagliare le borse di studio alle matricole extracomunitarie degli atenei emiliano romagnoli.

“Sotto lo slogan “Il diritto allo studio è uguale per tutti” –scrive l’Udu – gli studenti di tutte le città della nostra regione hanno raccontato la propria situazione e le pesantissime conseguenze che avrà il taglio delle borse di studio, arrivato inaspettatamente quasi dopo un semestre di università e di permanenza (per gran parte di loro) nelle residenze Er.Go: dal rischio di perdere il permesso di soggiorno (che scadrà tra meno di un mese), all’impossibilità  di riuscire a pagare l’affitto degli alloggi messi a disposizione da Er.Go (affitti che, a differenza delle borse di studio, non sono stati tagliati).

Forti del messaggio “Contro ogni discriminazione” gli studenti hanno ripetuto le loro richieste alla regione: la formulazione di una graduatoria unica per matricole comunitarie ed extracomunitarie e lo stanziamento di ulteriori 3 mln di euro, su 64 già stanziati, necessari a garantire la borsa di studio a tutti gli aventi diritto. Perché la manifestazione di oggi non vuole garantire i diritti dei soli extracomunitari ma rafforzare e portare avanti l’idea che il diritto allo studio deve diventare la priorità del nostro paese, il motore  per far ripartire un’Italia in crisi, come previsto dalla nostra Costituzione.

La larga partecipazione alle manifestazioni di oggi rappresenta è la richiesta degli studenti affinché la regione intervenga contro le scelte discriminatorie di Er.Go e chiediamo con forza che il presidente Vasco Errani e l’assessore regionale all’istruzione Patrizio Bianchi diano risposte immediate ai quasi 700 studenti che vedono irrimediabilmente compromesso il proprio futuro.

La problematica delle borse di studio Er.Go si inserisce in realtà in una situazione del diritto allo studio italiana che parla ancora una volta di diritti negati e di una situazione, già grave in passato, che sta ormai diventando drammatica. I tagli operati dal precedente Governo stanno infatti mostrando tutta la loro iniquità e mettono a serio rischio il diritto di migliaia di studenti, capaci e meritevoli ma privi di mezzi, a ricevere una borsa di studio.

Il diritto allo studio oggi è in crisi in molte regioni. In Umbria la copertura effettiva degli studenti idonei per questo anno accademico non coprirà neanche il 50% degli idonei, scelta obbligata per poter comunque garantire alloggio e mensa alla totalità degli aventi diritto. In Sardegna l’ente per il diritto allo studio ha da poco stabilito che il pagamento della prima rata della borsa di studio non verrà effettuato entro il 31 dicembre, come previsto dalla normativa nazionale e come effettivamente necessario per gli studenti per poter affrontare le numerose spese dei primi mesi di università. Si procederà invece ad un dilazionamento dei pagamenti, scaricando quindi di fatto i problemi di disponibilità economica ancora una volta sugli studenti.

Il diritto allo studio, solo lo scorso anno, è stato negato a 45000 studenti capaci e meritevoli ma privi di mezzi. Oggi più che mai è necessario intervenire con urgenza con un piano di finanziamento straordinario perché non sia negato ancora una volta il futuro di una generazione. Questa si che sarebbe una vera operazione di equità sociale”.

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