“Studenti immigrati e terroni”, arriva il chiarimento di Azione Universitaria

studenti immigrati

E’ stato l’evento che ha fatto discutere un intero Ateneo. Sembrano finalmente placarsi le polemiche all’Università G. D’Annunzio di Chieti, dove un gruppo su Facebook contro gli studenti del sud considerati “immigrati terroni” aveva scatenato il putiferio. Per chiarire definitivamente la questione pubblichiamo con piacere la lettera giunta in redazione da parte di Azione Universitaria.

Innanzitutto ci tengo a ringraziare sia  Redazione sia  giornalisti per l’immensa disponibilità concessami nel replicare ad una questione che mi vede protagonista in quanto tra i rappresentanti per Azione Universitaria.

Pertanto in riferimento al tanto parlare che la ferma presa di posizione di AU ha suscitato desidererei esprimere quanto segue: le numerose lamentele riportate ad Azione Universitaria da parte di studenti dell’Ateneo a partire dal giorno successivo alla pubblicazione della pagina ci hanno spinto ad intraprendere l’operazione compiuta. Io stesso in data 26/3 ho provveduto, così come altri iscritti di Facebook infastiditi dalla pagina, a segnalarla alla Polizia Postale, a mezzo di email. Per tutta risposta mi è stato riferito come, non trattandosi di phishing o reati simili, l’unica iniziativa che concretamente avrebbe potuto risolvere la questione era una segnalazione presso un qualunque Comando delle Forze dell’Ordine predisposto (risposta ricevuta in data 27/3 a mezzo di email dalla Polizia Postale di Pescara).

A chi ha reputato la scelta di Azione Universitaria eccessiva o meno posso rispondere constatando come il giorno successivo alla querela, la pagina sia stata oscurata, due giorni dopo bannata. Scherzo o no le Autorità competenti hanno dunque reputato inadeguato il linguaggio, oscurando prima e chiudendo poi la suddetta. Ci terrei inoltre a precisare che la querela esposta contro ignoti farà sì che si possa decidere poi, a discrezione del mandante se proseguire o meno. Il responsabile deciderà, nel più sereno dei procedimenti possibili, se proseguire o meno, una volta verificata l’identità e i fini del fondatore, siano essi di stampo fanatico o una pura goliardata di qualche studente, il tutto nella maniera il più trasparente e meno invasiva possibile.

A chi reputa la decisione come una strumentalizzazione dell’accaduto posso obiettare confermando che l’eco mediatico non è stato assolutamente preventivato da AU, che dal suo canto ha semplicemente provveduto con una nota ufficiale sul suo profilo ad informare della decisione. Evidentemente l’interesse che la vicenda aveva suscitato ne hanno creato il polverone successivo, che, ribadisco non è stato in alcun modo fomentato da Azione Universitaria. 

A tal proposito voglio riportare le parole di uno degli studenti della Magistrale di psicologia che, interpellato da me sul nostro gesto ha replicato “Bravata o no se non altro l’autore ci penserà due volte prima di riprovarci, non è stato giusto offendere tanti studenti del sud ed il brutto quarto d’ora passato dopo aver letto la querela se l’è cercato”. Ritengo pertanto che tutt’ora buona parte degli studenti sia soddisfatta dell’epilogo della vicenda.

Ringraziando nuovamente Voi e la Redazione per la disponibilità dimostrata vi porgo i miei più sentiti auguri per il proseguimento della vostra carriera.

 

Cordiali Saluti

Per Azione Universitaria:

Nicola D’Ambrosio

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